Elisabetta Canalis, sexy e abbronzata con lo spray: ”Basta lampados”

elisabetta, canalis, abbronzatura, addominali, twitter, foto,gossip,news,notizie,vip,lampade, forma fisica,web“Basta Lampados”. Elisabetta Canalis mostra su Twitter il suo scuoltoreo ventre, alzando la maglia. La showgirl, sempre attenta alla forma fisica, oggi si è dedicata all’abbronzatura, condannando le lampade, che fanno male, sponsorizzando invece la tintarella spray, di cui ha voluto mostrare i risultati ai suoi fan sul web.

Kate Moss irriconscibile: look dimesso senza reggiseno e buchi sulla T

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Per anni, fra passerelle, scandali e contratti pubblicitari milionari, Kate Moss è stata una delle modelle più quotate del mondo della moda, ma da qualche tempo ha perso un pò di smalto. Fotografata quest’estate con un fisico un pò “afflosciato”, la modella è stata sorpresa ad un party mentre indossava una maglietta bucata. Le foto hanno fatto il giro del web, ma la Moss sembra orami impermeabile alle critiche: stavolta i buchi sulla t-shirt, indossata senza reggiseno, sono addirittura tre, a coronare il look dimesso scelto ultimamente dell’ex top.

Shopping online: cresce la fiducia in Italia


shopping online,web,news,notizie,acquisto online,futuro del commercio,milano,popolazione italianaFino ad oggi l’Italia è stata fanalino di coda per ciò che riguarda lo shopping online: un diffuso senso di diffidenza ha fatto si per anni che la popolazione italiana non prendesse in seria considerazione questo canale per acquistare beni e servizi, così come accade quotidianamente in altre parti del mondo. Le motivazioni si tale diffidenza sono da ricercare innanzitutto nella scarsa fiducia in special modo all’atto del pagamento con carta di credito: molti per anni hanno storto il naso temendo che i dati della carta potessero in qualche modo andare a finire nelle mani di persone che potessero usarli per scopi illeciti. Inoltre, il tradizionale rapporto che si crea da sempre nel nostro paese fra acquirente e negoziante di fiducia, non lasciava aperto un varco verso il cambiamento. Ma ora, anche in Italia siamo giunti a una svolta: la grandissima scelta di articoli e servizi venduti sul web, uniti alla possibilità di poter subito comparare i prezzi prima dell’acquisto stanno facendo capitolare anche gli acquirenti più diffidenti. Sul web possiamo acquistare di tutto e persino di più: l’offerta presente online infatti, copre qualsiasi tipologia di prodotti e servizi, arrivando persino a consentire l’acquisto di generi alimentari.

È quanto emerge anche da una ricerca condotta dal Politecnico di Milano in collaborazione con il Consorzio Nercomm e Uman Highway per Ebay Italia dal titolo “Il futuro del commercio”. Dalla ricerca, si evince comunque un dato interessante: è il settore della tecnologia a interessare maggiormente gli italiani che approcciano l’acquisto online. Inoltre, si è notato che l’italiano medio alle prese con l’acquisto online, ha cambiato di fatto le modalità attraverso le quali decide poi di acquistare un articolo piuttosto che un altro. È chiaro che, una delle difficoltà maggiori nel decidere quale acquisto realizzare, basandosi solamente su alcune immagini pubblicate sul sito che vende l’oggetto, determina una maggiore difficoltà nella decisione finale.  Ciò porta a una maggiore attenzione da parte dell’acquirente che, per decidere, dedicherà un maggior tempo anche per comparare articoli e prezzi di vendita oltre che a cercare eventuali opinioni di altri acquirenti sul prodotto in questione. Molti adottano  un sistema molto utile: si recano presso un negozio fisico per toccare con mano l’articolo di cui stanno valutando l’acquisto online, per poi procedere sul sito web che vende l’oggetto in questione. È un metodo questo, attualmente messo in atto da circa il 30% fra le persone intervistate durante la realizzazione dello studio.

La tendenza attuale però, ci dice che la maggior parte degli acquirenti usa la rete al contrario: il 30,9% si affida alle recensioni e alle opinioni pubblicate sul web da altri acquirenti prima di procedere all’acquisto. Altri – il 41% –  sfogliano i comparatori online, altri ancora entrano direttamente nel sito ufficiale del venditore – 34,2% – e infine, il 19,3% visita siti di vendita generici. Ma il tutto, avviene prima di recarsi nel negozio fisico dove effettueranno l’acquisto vero e proprio. Il web in questo caso serve solo per verificare le caratteristiche dell’oggetto da acquistare e per evitare di girare per la città di negozio in negozio. Solo il 13,6% degli acquirenti online non compie alcun tipo di verifica o confronto online prima dell’acquisto. Sta di fatto che, pur in presenta di metodi diversi di approccio all’acquisto online, nel nostro paese questo canale di vendita sta spiccando il volo. Ciò è dovuto sicuramente a un maggior senso di fiducia negli strumenti elettronici di pagamento, anch’essi in fase di sviluppo a livello nazionale ma anche alla presenza di una maggior tutela normativa sui dati sensibili depositati sul web da parte degli acquirenti. Come pagano gli italiani i loro acquisti online? Il pagamento tramite PayPal è sicuramente il più utilizzato: la usa il 46% degli italiani che acquista prodotti tecnologici online. La motivazione è semplice: il circuito che gestisce la carta di pagamento è quello che offre maggiori tutele post vendita/acquisto. Ovviamente, anche per ciò che riguarda i commercianti, negli ultimi tempi è avvenuto un incremento della presenza di e-commerce based in Italy: se la crisi crea recessione costante il web tenta di sopprimerne almeno un po’ gli effetti.

Gli shorts dominano l’estate 2013

 

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 Caldo torrido e comodità vanno di pari passo, ma a volte non si sposano con il buon costume, Con il caldo di questo periodo le strade di molte città italiane sono popolate da donne e ragazze in mini shorts. È ricerca di praticità, l’adattamento ad una tendenza di stagione oppure un costume al limite della decenza? Insomma shorts in città, sì o no? Il dibattito è aperto, visto quanto ha preso campo la tendenza e quanto se ne parla, sopratutto sul web. «La vera libertà della donna è quella di poter scegliere cosa indossare», dice Oliviero Toscani, che per primo ha celebrato gli shorts (e il loro contenuto) negli anni ’70 con la campagna provocatoria per Jesus Jeans. «Nel corso degli anni gli shorts si sono allungati e accorciati – continua Toscani – ma le ragazze che usano il corpo per provocare fanno una libera scelta. Nessuno può decidere per loro». Infatti usi e costumi sono cambiati: se prima era un classico vedere donne di ogni età indossare pantaloni corti, shorts di jeans o bermuda nelle località di mare, da Capri a St. Tropez, oggi questo capo d’abbigliamento viene indossato anche in città. Con molta – e secondo alcuni troppa – disinvoltura. «Gli shorts, perchè no? – dice il couturier Ermanno Scervino – Basta che non siano volgari e non lascino vedere troppo. Magari con un blazer o una camicia bianca».

In effetti i pantaloncini corti sono una delle macro tendenze dell’estate, i modelli sono i più svariati: da quelli rosa di Oscar de la Renta a quelli a stampe africane di Moschino, da quelli optical di Marni a quelli sporty-chic di Just Cavalli. «La moda è una lettura sociologica di quello che accade, quindi certamente questo fenomeno di costume rappresenta il ritorno della voglia di emergere di una giovane generazione – dice Lavinia Biagiotti Cigna – Inoltre c’è sempre meno tempo per le vacanze, quindi il mare arriva in città, non dimentichiamoci che dieci anni fa è stata sdoganata la ‘canotta ‘. Adesso si scoprono le gambe, in passerella trionfano gli shorts, anche indossati con il blazer per andare in ufficio o ad una happy hour. La vera rivoluzione è stata dopo il ’68 quando sono nati gli hot pants, che avevano una carica di erotismo che oggi non vedo». Fu grande stupore, invece, nel 1933, quando la tennista Alice Marble si presentò sul campo da gioco di San Francisco in bermuda sopra al ginocchio. È ricordata come la prima donna ad indossare pantaloncini, qualche decennio più tardi seguita da Marilyn Monroe, Brigitte Bardot e Jackie Kennedy. Oggi li indossano attrici, cantanti e celebrities di tutto il mondo. «Sia per questa stagione che per la prossima è boom nelle vendite di shorts – dice Beppe Angiolini, presidente della Camera Italiana dei buyer – Rappresentano la praticità, sono indossati ovunque, da Parigi a New York, e celebrati anche dai blogger sui loro portali». Ma oltre le tendenze c’è chi si chiede quale sia il limite imposto dal pudore per lasciar scoperte le gambe tra viali di circonvallazione e piazze, sulla metropolitana e sul bus. Tra loro c’è lo scrittore Marco Cubeddu, che il primo luglio scorso ha firmato sulle pagine del Secolo XIX l’articolo titolato ‘Ragazze in shorts, vi siete viste?’. Cubeddu racconta di città invase da «quartine» (le quattordicenni in dialetto romano) in mini-shorts. «Pur prendendo le distanze da ogni inqualificabile molestia, la questione rimane: perchè le ragazzine si vestono così da sgualdrine?», si chiede Cubeddu. «Siamo così convinti – prosegue – che mettersi il velo sia prigione e i minishorts siano libertà? ». E sul web è scoppiato un dibattito: articolo condiviso a più non posso sui social network e lunghi commenti arrivati da parte di ragazzine, donne, uomini, papà e persino dalla ‘mamma di una quattordicenne shortata ‘. Su Twitter è persino stato lanciato l’hashtag ‘siamo tutte in shorts’, che accompagna foto di donne, uomini e persino bambini in pantaloncini. Se la strada intercetta le tendenze, la rete dà voce alle diverse opinioni.

Ecco ‘social butterfly blue’, lo smalto di facebbok: ”Costa 4,95 dollari”


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NEW YORK – Si chiama Social Butterfly Blue ed è lo smalto lanciato da Facebook: il colore, scontato dirlo, è blu ma sulla sua boccetta non c’è neanche l’ombra del logo. 

L’ultima trovata di Mark Zuckerberg costa 4,95 dollari ma è un’esclusiva del quartier generale di Facebook, il campus store californiano di Menlo Park. Quindi, inutile cercarlo sul web.