Fashion Week Spring 2014

fashion,londra,new york,milano,adidas,nuova collezione,collezione frida giannini,vogue,pantaloncini da basket,gucci,reggiseno,kimoni giapponesi,filone sportivo,vestiti aggressivi,moda,news,notizie

La fashion week tra Londra, New York, Milano e tra poco anche Parigi è iniziata e noi di iDesignMe vi segnaliamo i brand e i designer che per adesso ci hanno maggiormente colpiti:

Stella McCartney continua la sua fantastica collaborazione con Adidas e presenta la nuova collezione a Londra nel migliore dei modi: con un fantastico show fatto di faticosi allenamenti fisici! Oltre che lo sport, in maggior risalto sono stati soprattutto il tripudio di colori, gli outerwear traspiranti, i costumi da bagno con tagli, l’abbigliamento per lo yoga, leggings e stivali per la neve giallo fosforescente.Dal punto di vista tecnico è interessante l’uso di materiali trasparenti mixati con materiali più sostenuti. «Voglio davvero stimolare le persone a essere orgogliose e fiere di loro stesse, delle loro performance, e di spingersi sempre oltre i limiti», ha dichiarato la designer a Vogue.co.uk.

fashion,Londra, New York, Milano,Adidas,nuova collezione,collezione Frida Giannini, Vogue,pantaloncini da basket,Gucci,reggiseno, kimoni giapponesi,filone sportivo,vestiti aggressivi,moda,news,notiziefashion,Londra, New York, Milano,Adidas,nuova collezione,collezione Frida Giannini, Vogue,pantaloncini da basket,Gucci,reggiseno, kimoni giapponesi,filone sportivo,vestiti aggressivi,moda,news,notizie

fashion,Londra, New York, Milano,Adidas,nuova collezione,collezione Frida Giannini, Vogue,pantaloncini da basket,Gucci,reggiseno, kimoni giapponesi,filone sportivo,vestiti aggressivi,moda,news,notiziefashion,Londra, New York, Milano,Adidas,nuova collezione,collezione Frida Giannini, Vogue,pantaloncini da basket,Gucci,reggiseno, kimoni giapponesi,filone sportivo,vestiti aggressivi,moda,news,notizie

Se la scorsa collezione Frida Giannini ha fatto sfilare una donna austera e sofisticata in tailleur, questa volta il direttore artistico della maison Gucci ha mandato in scena una donna sportiva e un po’ mascolina con la T-shirt, pantaloncini da basket e reggiseno a triangolo, a contrasto con profonde scollature e spacchi che svelavano ampiamente le gambe.  Ma soprattutto una donna super sensuale, con deliziosi ricami in stile flora  oversize, camoscio tagliato al laser, jacquard di seta o di lurex e colori brillanti, con una palette che sfoggia tinte arancio, viola, fucsia, verde lime, oro e rame. I capospalla hanno i tagli dei kimoni giapponesi. Le ispirazioni sono le illustrazioni liberty di Erté.

fashion,Londra, New York, Milano,Adidas,nuova collezione,collezione Frida Giannini, Vogue,pantaloncini da basket,Gucci,reggiseno, kimoni giapponesi,filone sportivo,vestiti aggressivi,moda,news,notiziefashion,Londra, New York, Milano,Adidas,nuova collezione,collezione Frida Giannini, Vogue,pantaloncini da basket,Gucci,reggiseno, kimoni giapponesi,filone sportivo,vestiti aggressivi,moda,news,notizie

Continua anche Tom Ford con il filone sportivo, portando in scena capi che mettono in risalto un corpo tonico e forte: minigonne che slanciano abbinate a bluse bianche, vestiti aggressivi di colore scuro o zebrati, indossati con stivaletti e alti tacchi a spillo,  abiti corti in strass e paillettes di color porpora e grigio, pantaloni a sigaretta e giacche fuori misura. A contrasto, corpetti in merletto che addolciscono il tema.

fashion,Londra, New York, Milano,Adidas,nuova collezione,collezione Frida Giannini, Vogue,pantaloncini da basket,Gucci,reggiseno, kimoni giapponesi,filone sportivo,vestiti aggressivi,moda,news,notizie

fashion,Londra, New York, Milano,Adidas,nuova collezione,collezione Frida Giannini, Vogue,pantaloncini da basket,Gucci,reggiseno, kimoni giapponesi,filone sportivo,vestiti aggressivi,moda,news,notizie


La modella curvy più sexy che c’è

 

Robyn Lawley,Vogue ,“Belle vere”,modella curvy,sexy,gossip,news,notizie,modella


Robyn Lawley è una delle modelle della famosa copertina di Vogue “Belle vere”, quella dove si esaltano le curve delle donne che non assomigliano a manici di scopa. E’ una modella curvy insomma. Su un’altra copertina famosa che la vede protagonista campeggia la frase: “Io ho una taglia normale, sono le modelle magre che dovrebbero essere classificate come modelle di taglia piccola”. Non siete d’accordo?

Moda, pronta la squadra di Its 2013: 30 stilisti di tutto il mondo giocano a ingabbiare il corpo


nicola formichetti,designer,stylist e talent scout,lady gaga,moda francese,vogue,sfilata,collezioni selezionate,squadra yoox,swarovski,gioielli,vestiti,abiti,news,notizie,modaDa Cipro alla Corea del Sud, dal Libano alla Cina, attraversando Stati Uniti, India, Canada, l’Europa da est a ovest. Per il dodicesimo anno consecutivo, il 12 e 13 luglio all’ex Pescheria, “Its” porterà in passerella la moda della globalizzazione. E a giudicarla ci sarà uno dei suoi personaggi più vulcanici, Nicola Formichetti, designer, stylist e talent scout, da poco nominato direttore creativo di Diesel, l’autore di quell’abito di carne di Lady Gaga che lo spedì diretto in un tempio della moda francese come Mugler. Con lui, un altro guru della rete, Federico Marchetti, l’inventore di Yoox, piattaforma mondiale dell’e-commerce griffato.

Ancora una volta, il “contenitore” degli Incanti proporrà la moda che si studia nelle accademie di design più prestiose, ma che poi si contamina e si influenza sulle autostrade della rete. Lì corrono colori, motivi e suggestioni, come se i trenta giovani creativi selezionati per la finale, stilisti e designer di accessori e gioielli in arrivo a Trieste da un capo all’altro del mondo, si fossero incontrati in una grande piazza virtuale e avessero stabilito che Alexander McQueen è lo stilista che amano di più, che Vogue è la loro rivista preferita, che StyleBubble, Fastionista e The Sartorialist sono i blog dove allenano il gusto, che il rosso e il blu sono le tinte con cui vogliono vestire la gente.

Sono questi i personaggi e i temi comuni agli oltre mille portfolio inviati agli organizzatori del concorso, Barbara Franchin e lo staff della sua agenzia “Eve”, che in quest’edizione sono riusciti a scovare aspiranti stilisti di paesi come Zimbabwe, Trinidad, Ecuador, Costa Rica, Salvador, Egitto, Perù, Emirati Arabi, Iran, Nepal, Nuova Zelanda, Libano, Armenia: mercati della moda inesplorati, esordienti del sistema.

Ma le risposte che vedremo in passerella e che si annunciano spiazzanti e provocatorie, molte nelle “corde” di Formichetti, non potrebbero essere più diverse: abiti per nascondersi, per mimetizzarsi, per combattere, per esorcizzare dolori del passato e paura del futuro, abiti per bypassare la divisione tra maschile e femminile e vestire i “post-men”, il terzo sesso. Come sempre una passerella per stupire, incuriosire, pure far storcere il naso, dove ogni stilista cercherà di mostrare le sue iperboli per convincere chi conta nel fashion system – e a Trieste quest’anno ne arriveranno tanti – a metterlo alla prova nel lavoro vero della produzione industriale.

Dieci finalisti per ogni sezione del concorso, con la consueta, nutrita pattuglia di inglesi, soprattutto dal London College of Fashion, che ha i migliori corsi al mondo per il design degli accessori, e un ritorno nella rosa dei talenti emergenti di francesi, americani e irlandesi. Venerdì 12 luglio, all’ex Pescheria, inaugurazione della mostra di accessori e gioielli, il giorno dopo la sfilata delle collezioni selezionate, cui si aggiunge quella del vincitore 2012, il giapponese Ichiro Suzuki, chiamate alla ribalta dalla “vecchia” amica di Its, Victoria Cabello.

Quattordici le scuole e accademie di moda rappresentate in finale, per il primo anno assente l’Hogeschool di Anversa, che a Trieste ha sempre fatto incetta di premi. «È fisiologico e sano», commenta Barbara Franchin, responsabile del concorso e dell’agenzia “Eve”. «Funziona come nell’agroalimentare, per quanto il paragone sembri assurdo: i produttori ci mettono sempre lo stesso impegno, poi le stagioni fanno il resto».

Cominciamo dalle novità nelle tre giurie, alle quali spetterà il compito di destinare i consistenti premi in denaro (sfiorano i centomila euro) e gli stage nelle aziende degli sponsor. Con le new entry Formichetti e Marchetti, con il patròn di Diesel Renzo Rosso, ormai “selezionatore” di talenti in prima persona, debuttano tra i giurati le istituzioni culturali, e ad altissimo livello. A Trieste arriveranno infatti Harold Koda, curatore responsabile del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York, e Laurent Cotta, storico dell’arte e curatore al Musée Galliera di Parigi, che, nel weekend triestino, avranno anche l’opportunità di visitare e conoscere l’archivio creativo di “Its”, con i suoi undicimila portfolio, oltre trecento tra abiti e accessori e settecento fotografie, al quale ogni finalista lascia in eredità una sua creazione. E ancora, in giuria, tra i nomi di peso, la stilista di Marni (griffe acquisita di recente da Renzo Rosso) Consuelo Castiglioni, Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine, rappresentanti del British Fashion Council e del premio francese Andam Fashion Award, per gli accessori il designer giapponese Mihara Yasuhiro, per la gioielleria il brand di lusso francese “On Aura Tout Vu”.

Si arricchiscono premi e sponsor. A sostenere il concorso triestino ci sono innanzitutto Diesel e, quest’anno per la prima volta, la holding di Renzo Rosso, Only The Brave, insieme al gruppo Ykk, sponsor della sezione accessori, e a Swarovski per i gioielli. Entrano in squadra Yoox, che sceglierà una creazione, la produrrà e la metterà in vendita nelle sue piattaforme on-line presenti in oltre cento paesi, e poi Swatch, che chiederà a un finalista di disegnare un gioiello con tecniche e materiali innovativi.

Se i privati aumentano – e per fortuna, altrimenti la sfilata sarebbe stata cancellata – mancano all’appello le istituzioni: la Regione, sfilatasi di recente, il Comune (che dà la location della Pescheria), la Fondazione CrTrieste, ormai assente da un paio d’anni, la Provincia, mai annoverata tra i finanziatori. «Credo – dice Franchin – che Its sia l’esempio di come la sinergia tra pubblico e privato sia ormai l’unica strada per realizzare manifestazioni culturali, in un momento di risorse così limitate. Le istituzioni faranno quello che potranno per noi, non voglio polemizzare, ma l’importante è che capiscano che il concorso è un evento strategico per Trieste e che ci utilizzino».

Un assaggio di quanto si vedrà a luglio in Pescheria? Accessori che sono pezzi d’arredo, e ci si immagina più volentieri su un tavolo piuttosto che addosso. Come le scarpe di legno dell’inglese Cat Potter, che “imprigionano” in costruzioni geometriche il vuoto intorno al piede. E gioielli che diventano sempre più “body-pieces”, decorazioni (più spesso costrizioni) per il corpo, spostandosi verso il mondo del design puro, a volte dell’arte. Rayya Morcos, libanese, autrice di collari di legno e di fogli di rame tagliati al laser, lo dichiara apertamente: «Pezzi di bellezza disturbante e masochistica». E la taiwanese Yun Chin Hsu, con le sue maschere di resine trasparenti da applicare a bocca e occhi, definisce la collezione “estetica della paura”. Annelie Gross, tedesca, la cui famiglia produce protesi medicali, si spinge ancora più in là, con busti e guanti di pelle e plastica che tiranneggiano arti e tronco, bloccandolo nelle posizioni innaturali dei ballerini.

Se l’edizione 2012 è stata quella della “grazia”, delle costruzioni aeree in vestiti e accessori, il 2013 si annuncia più ferino. Anche negli abiti, dove qualche designer parla di “lottatori” e inventa moderne armature, ispirate ai soldati medievali e ai samurai.