Raoul Bova: “Il mio matrimonio è finito. Io gay? Non avrei problemi a dirlo…”

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“Chiara e io nel tempo siamo molto cambiati. Il cambiamento a volte unisce e a volte no. Noi due, purtroppo, non ci siamo più capiti…”. Raoul Bova confessa a “Vanity Fair” la fine del suo matrimonio con Chiara Giordano: “Allora è iniziato un periodo molto lungo – quasi tre anni ormai – in cui ci siamo parlati, ci siamo confrontati. Abbiamo provato in tutti i modi a risolverli, quei problemi, ma purtroppo non è bastato… E alla fine abbiamo deciso di comune accordo, con grandissimo dolore e con grandissima civiltà, di prendere strade diverse. Lo abbiamo fatto perché crediamo troppo al valore della famiglia per tenerla in piedi a qualunque costo, come facciata, senza onestà. È un atto non dico di amore, ma di rispetto per l’amore che c’è stato tra di noi”.
Il trattamento che gli hanno riservato però è strato parecchio duro: ” Se io sono un personaggio pubblico e conosco le regole del gioco, i miei figli non hanno fatto nulla per meritarsi questo trattamento… L’assedio dei fotografi li spaventa… Poi c’è la scuola: i compagni a casa hanno genitori che leggono, ascoltano, e a tavola commentano queste cose, e i figli le sentono, e tornando a scuola le ripetono, con la cattiveria che possono avere i bambini: tuo padre sta male, tuo padre è un ladro, tuo padre divorzia, tuo padre è gay… Se mi vedo costretto a parlare, è per proteggere loro”.
Se poi fosse omosessuale, non avrebbe problemi ad ammetterlo: ” Lo dico apertamente, mi piacciono le donne. Se fossi omosessuale, credo che non avrei nessun problema a riconoscerlo. O forse non lo direi: perchè questo obbligo di dichiararsi, di giustificarsi? Nessuno va in giro a dire: piacere, sono etero. Più di metà dei miei amici sono gay. Persone con cui sono cresciuto e andato a scuola, con cui lavoro. È per loro, soprattutto, che mi fa ribrezzo questo modo razzista e retrogrado di usare l’etichetta di omosessuale come una macchia inconfessabile, come una peste”.

Randi Ingerman, la confessione: “Sono malata”

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Randy Ingerman si confessa a Vanity Faire racconta del suomale sconosciuto: un giorno di novembre del 2011 sviene nel suo appartamento, senza motivo, e si ritrova a terra, con la faccia sfigurata. Quel bellissimo viso che tutti conoscono, per molto tempo, ha rischiato di non tornare più come prima. Da quel brutto episodio, la modella e attrice statunitense racconta di aver avuto più di venti crisi come quella negli ultimi sei anni: un malattia senza nome, che nessuno è riuscito a diagnosticare con certezza.

Il volto sfigurato – “Ero a casa, al telefono con un’amica, quandosono svenuta – racconta a di Vanity Fair -. Cadendo ho battuto un lato della fronte sulla scrivania, l’altro sul pavimento. Per fortuna la persona con cui stavo parlando ha intuito che cosa era successo, però nessuno aveva le chiavi del mio appartamento. Stavano per buttare giù la porta quando mi sono svegliata, mi sono alzata e, sentendo battere all’ingresso, sono andata ad aprire. Sono tutti ammutoliti: ero sfigurata, mi si vedevano le ossa del cranio vicino all’occhio, ma io non lo sapevo”. Poi aggiunge: “La mia amica mi ha coperto subito la faccia, al pronto soccorso mi hanno messo la colla per chiudermi alla meno peggio i tagli sopra gli occhi: avevano fretta, temevano un’emorragia cerebrale, volevano farmi la Tac. Quando mi sono svegliata, mi sono guardata allo specchio e ho pensato: Ok, non sono morta, ma devo vivere con questa faccia?”.

La malattia – Una vita non facile quella di Randi, come racconta per la prima volta nell’intervista. Dopo due aborti (uno nel 2003), la morte della nipotina di nove mesi (che non si sveglia dopo essere stata allattata dalla madre tossicodipendente) e quella del fratello (morto per un’overdose di antidepressivi), arriva la sua malattia. Una specie di crisi epilettica, spiega: svenimento, occhi rovesciati e bava alla bocca, ma, dagli accertamenti, niente a che vedere con l’epilessia vera e propria o la sincope cardiaca. “Sono arrivata a pesare 46 chili, avere la pelle grigia, perdere i capelli: io, che prima me li facevo stirare per diminuire il volume, mi sono dovuta mettere le extension per tappare i buchi”.