Cori e curve chiuse, i tifosi: “Dittatura da Medioevo, non dobbiamo piegarci”

tifosi, curve, chiuse, cori, protesta,sport,news,notizie,diritto,gossipDopo i provvedimenti, sospesi con la nuova norma varata la scorsa settimana dalla Figc, riguardanti la chiusura di alcune curve, i tifosi iniziano a protestare. 
Il giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, ha squalificato le curve di di Inter (punito il secondo anello verde), Milan (secondo anello curva Sud), Roma (curva Nord e Sud) e Torino (curva Primavera).
L’introduzione della «sospensione» con il comma 2bis dell’articolo 16 del CGS che sottopone le società «ad un periodo di prova di un anno» sembra più che altro rimandare un problema che si ripresenterà presto, se è vero che i tifosi non hanno intenzione di rinunciare a intonare i cori contro i napoletani.  «Chi ha ragione non deve piegarsi – scrive un ultrà interista su un forum dedicato – Le curve non devono piegarsi davanti a un tentativo di dittatura da Medioevo».  «È in gioco il diritto di esprimersi – gli fa eco un altro che, come già accaduto dopo la squalifica (sospesa) inflitta al Milan, invita i più restii alla mobilitazione – Senza la battaglia delle poche curve assennate e non menefreghiste e, come al solito senza il comunicato della curva Nord che ha chiamato alla mobilitazione, non avrebbero alleggerito i parametri della discriminazione territoriale e riaperto San Siro. Quindi chi si è ‘stufatò si tenga il fastidio perchè la Nord lotta anche per voi».  «Bella questa nuova legge, il problema grande in Italia è chiudere le curve. Grandi fratelli della Primavera», è il commento di un supporter granata.  I tifosi, ma lo ha fatto lo stesso giudice nel dispositivo di ieri, evidenziano quindi il vuoto normativo per i cori in trasferta. «Io è mio padre eravamo presenti nel settore ospiti – scrive un ragazzo -, entrambi abbiamo cantato, io non potrò andare a vedere la partita Inter-tal dei tali perchè sono abbonato al secondo anello verde, mentre lui sì perchè ha l’abbonamento in primo verde». Ma questa non è l’unica pecca di una norma che, se pur vero ha permesso la scomparsa delle espressioni di razzismo come gli ululati, ha lasciato spazio a manifestazioni che oscillano tra il becero campanilismo e la discriminazione territoriale. Una norma che, con l’introduzione dei termini «dimensione» e «percezione reale» del fenomeno, obbliga inoltre gli uomini della Procura Figc a una puntualizzazione inusuale tanto che domenica hanno inserito nei referti anche i testi e la durata dei cori. Il caso Milan, pena sospesa dalla Corte Figc per un approfondimento d’indagine, insegna. Il comportamento violento (feriti 3 steward) da parte della tifoserie di Juve, Napoli e Roma è invece costato ai club soltanto 50mila euro di ammenda. Colpa anche questo della normativa vigente.