Il Papa benedice i calciatori Poi va a confessare Balotelli Secondo voi cosa gli ha detto?

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Non si sa cosa si siano detti ma Papa Francesco e Mario Balotelli hanno parlato in privato per qualche minuto. Una sorta di confessione voluta a tutti i costi dal calciatore del Milan che ha letteralmente inseguito Bergoglio dopo l’incontro ufficiale in Vaticano con 200 tra giocatori, dirigenti e funzionari delle due nazionali Italia e Francia, e che alla fine è riuscito a scambiare due parole con lui.

Si è invece commosso molto Gianluigi Buffon. Che alla fine dell’incontro ha detto: “E’ stata una giornata speciale, che resterà impressa nelle menti e nei cuori di tutti noi per sempre. Abbiamo la fortuna di avere un Papa speciale, finalmente si possono tradurre in fatti concreti le molte parole e pensieri che spesso ci proponiamo di fare e non mettiamo in pratica. Con un Papa così, che ci indica la via da seguire, che ci scalda anima e cuore, è più facile fare quelle cose che ci rendano migliori”. E ancora, con una battuta: “Cercando di sorridere, sono contento anche perché per la prima volta c’è una persona che riscuote più successo di Messi. E’ la normalità e mi ha fatto piacere. Mantenere il dilettantismo? E’ giusto non perdere la passione per lo sport, ma quando si parla di professionismo e alti livelli può diventare arduo far restare intatto il concetto”.  

Papa Bergoglio, infatti, aveva parlato del calcio diventato un sistema di affari e si era raccomandato: “Dovete coltivare invece la dimensione di dilettanti che non comporta discriminazioni. Così sparisce la violenza e si tornano a vedere le famiglie sugli spalti. Lo sport è importante, ma deve essere vero sport!”. Il calcio, come altre discipline, ha detto il Pontefice alle due squadre è diventato un grande business! Lavorate perché non perda il carattere sportivo”. E dopo aver detto ai calciatori che “bellezza, gratuità e cameratismo si trovano riassunte in un termine sportivo che non si deve mai abbandonare: dilettante, amateur”.  “E’ vero – ha ammesso il Papa – che l’organizzazione nazionale e internazionale professionalizza lo sport, e deve essere così”, ma “uno sportivo, pur essendo professionista, quando coltiva questa dimensione di dilettante, fa bene alla società, costruisce il bene comune”.  “. Poi ancora: “Pregate per me. Perché possa giocare anch’io, nel campo in cui Dio mi ha posto, una partita onesta e coraggiosa per il bene di tutti”.