Illuminum, il profumo che Kate Middleton ha indossato alle nozze

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L’ultima apparizione pubblica della Duchessa di Cambridge risale a un paio di settimane fa – forse perché è impegnata a tempo pieno a prendersi cura del piccolo George, nato lo scorso luglio – ma gli ammiratori dell’elegante e sofisticata Kate Middleton continuano a moltiplicarsi in tutto il mondo, anche negli Stati Uniti.

Nonostante sia trascorso oltre un anno, è ancora vivo nella memoria collettiva il ricordo del royal wedding, dello splendido abito da sposa che indossava Kate mentre attraversava la navata di Westminster, diretta all’altare dove la aspettava il principe William in alta uniforme, mentre la sorella Pippa le reggeva lo strascico: quello che in molti non hanno avuto modo di apprezzare, però, è il profumo che Kate Middleton aveva scelto di indossare nel giorno delle nozze.

Si tratta della fragranza White Gardenia Petals di Illuminum, una delicata miscela di gelsomino e mughetto; le note di questo profumo evidenziano la brezza raffinata e molto fresca della gardenia, la fragranza dominante della composizione, impreziosita da una traccia di cocco e ylang-ylang. Da pochi giorni, a New York è possibile acquistarlo, nello store che il brand ha aperto sulla Fifth Avenue. La fragranza è disponibile nella confezione da 50 ml e 100 ml, con prezzi a partire da 150 dollari.

Illuminum è nata nel Regno Unito nel gennaio 2011 da un gruppo di profumieri anonimi che creano interessanti combinazioni con ingredienti di alta qualità in diverse categorie (floreale, agrumi, muschio). Anche grazie alla pubblicità che è derivata dal fatto che Kate Middleton ha utilizzato una fragranza del brand per le sue nozze, il marchio è notevolmente cresciuto anche all’estero e ora è arrivato ad aprire il primo negozio negli Stati Uniti.

Fashion Week Spring 2014

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La fashion week tra Londra, New York, Milano e tra poco anche Parigi è iniziata e noi di iDesignMe vi segnaliamo i brand e i designer che per adesso ci hanno maggiormente colpiti:

Stella McCartney continua la sua fantastica collaborazione con Adidas e presenta la nuova collezione a Londra nel migliore dei modi: con un fantastico show fatto di faticosi allenamenti fisici! Oltre che lo sport, in maggior risalto sono stati soprattutto il tripudio di colori, gli outerwear traspiranti, i costumi da bagno con tagli, l’abbigliamento per lo yoga, leggings e stivali per la neve giallo fosforescente.Dal punto di vista tecnico è interessante l’uso di materiali trasparenti mixati con materiali più sostenuti. «Voglio davvero stimolare le persone a essere orgogliose e fiere di loro stesse, delle loro performance, e di spingersi sempre oltre i limiti», ha dichiarato la designer a Vogue.co.uk.

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Se la scorsa collezione Frida Giannini ha fatto sfilare una donna austera e sofisticata in tailleur, questa volta il direttore artistico della maison Gucci ha mandato in scena una donna sportiva e un po’ mascolina con la T-shirt, pantaloncini da basket e reggiseno a triangolo, a contrasto con profonde scollature e spacchi che svelavano ampiamente le gambe.  Ma soprattutto una donna super sensuale, con deliziosi ricami in stile flora  oversize, camoscio tagliato al laser, jacquard di seta o di lurex e colori brillanti, con una palette che sfoggia tinte arancio, viola, fucsia, verde lime, oro e rame. I capospalla hanno i tagli dei kimoni giapponesi. Le ispirazioni sono le illustrazioni liberty di Erté.

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Continua anche Tom Ford con il filone sportivo, portando in scena capi che mettono in risalto un corpo tonico e forte: minigonne che slanciano abbinate a bluse bianche, vestiti aggressivi di colore scuro o zebrati, indossati con stivaletti e alti tacchi a spillo,  abiti corti in strass e paillettes di color porpora e grigio, pantaloni a sigaretta e giacche fuori misura. A contrasto, corpetti in merletto che addolciscono il tema.

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Naomi Campbell contro Victoria Beckham: ”Non prende modelle di colore”


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NEW YORK – C’è anche l’ex Spice Girl Victoria Beckham, fresca di sfilate a New York, nella lista compilata dalle modelle Naomi Campbelle Iamn nell’ambito della loro campagna ‘Diversity Coalition’ di denuncia contro le case di moda che sulle loro passerelle riducono al minimo, o addirittura non contemplano, le modelle di colore. Sembra infatti che nello show della principale collezione di Victoria Beckham la scorsa settimana a New York siano state coinvolte tutte modelle bianche tranne una. La ex Spice Girl è diventata stilista però in ottima compagnia nella lista stilata da Naomi e Iman: sono segnalati anche Calvin Klein, Donna Karan, Chanel, Armani, Gucci, Saint Laurent, Roberto Cavalli e Marc Jacobs, stando a quanto riferisce il Daily Mail. RAZZISMO Il trio, che si batte per una presenza maggiore di modelle di colore sulle passerelle, è composto da Naomi, Iman e dall’ex modella Bethann Hardison che nei giorni scorsi hanno inviato una lettera aperta ai responsabili delle kermesse di moda più importanti tra New York, Milano, Parigi e Londra- sottolineando che “di chiunque sia la decisione finale, qualsiasi siano le intenzioni, il risultato è inevitabilmente razzista«. Ieri sera Naomi, in coincidenza con la London Fashion Week in corso nella capitale britannica, ha ribadito il suo appello in un’ntervista a Channel 4 News: «Quello che chiediamo è che le scelte vengano fatte sulla base del talento e della bellezza e non sul colore della pelle» e ha precisato che l’accusa non è di razzismo per le persone e le organizzazioni coinvolte, ma l’esclusione, la scelta diventa “un atto razzista”.

Ecco il ritorno della ‘Venere Nera’: Naomi Campbell in passerella a New York


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Dopo quattro giorni di sfilate, alla settimana della moda di New York mancava la ciliegina sulla torta, comparsa sulla passerella di Diane von Furstenberg. 

La Venere nera, Naomi Campbell, statuaria in un semplice abito a tubino dalla stampa selvaggia, ha dominato il palco, trasformando un semplice vestito in un’opera d’arte. Ad applaudirla, in prima fila, un’elegantissima Jessica Alba. ‘Oasis’, questo il nome della collezione di Diane von Furstenberg, è qualcosa che, nelle parole della stessa stilista, vuole regalare momenti di pace e serenità in un mondo dominato dalla paura e dalla brutalità.

Ecco allora spuntare il gusto vintage e ironico degli anni ’50, dominato dai bianchi, dai neri e dai rossi, tacchi vertiginosi, gonne e a ruota e corpetti strizzati per abiti iperfemminili,. E poi ancora shorts, stampe maculate e ispirazioni Safari. Quasi cucite addosso alla splendida Naomi.

Gli shorts dominano l’estate 2013

 

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 Caldo torrido e comodità vanno di pari passo, ma a volte non si sposano con il buon costume, Con il caldo di questo periodo le strade di molte città italiane sono popolate da donne e ragazze in mini shorts. È ricerca di praticità, l’adattamento ad una tendenza di stagione oppure un costume al limite della decenza? Insomma shorts in città, sì o no? Il dibattito è aperto, visto quanto ha preso campo la tendenza e quanto se ne parla, sopratutto sul web. «La vera libertà della donna è quella di poter scegliere cosa indossare», dice Oliviero Toscani, che per primo ha celebrato gli shorts (e il loro contenuto) negli anni ’70 con la campagna provocatoria per Jesus Jeans. «Nel corso degli anni gli shorts si sono allungati e accorciati – continua Toscani – ma le ragazze che usano il corpo per provocare fanno una libera scelta. Nessuno può decidere per loro». Infatti usi e costumi sono cambiati: se prima era un classico vedere donne di ogni età indossare pantaloni corti, shorts di jeans o bermuda nelle località di mare, da Capri a St. Tropez, oggi questo capo d’abbigliamento viene indossato anche in città. Con molta – e secondo alcuni troppa – disinvoltura. «Gli shorts, perchè no? – dice il couturier Ermanno Scervino – Basta che non siano volgari e non lascino vedere troppo. Magari con un blazer o una camicia bianca».

In effetti i pantaloncini corti sono una delle macro tendenze dell’estate, i modelli sono i più svariati: da quelli rosa di Oscar de la Renta a quelli a stampe africane di Moschino, da quelli optical di Marni a quelli sporty-chic di Just Cavalli. «La moda è una lettura sociologica di quello che accade, quindi certamente questo fenomeno di costume rappresenta il ritorno della voglia di emergere di una giovane generazione – dice Lavinia Biagiotti Cigna – Inoltre c’è sempre meno tempo per le vacanze, quindi il mare arriva in città, non dimentichiamoci che dieci anni fa è stata sdoganata la ‘canotta ‘. Adesso si scoprono le gambe, in passerella trionfano gli shorts, anche indossati con il blazer per andare in ufficio o ad una happy hour. La vera rivoluzione è stata dopo il ’68 quando sono nati gli hot pants, che avevano una carica di erotismo che oggi non vedo». Fu grande stupore, invece, nel 1933, quando la tennista Alice Marble si presentò sul campo da gioco di San Francisco in bermuda sopra al ginocchio. È ricordata come la prima donna ad indossare pantaloncini, qualche decennio più tardi seguita da Marilyn Monroe, Brigitte Bardot e Jackie Kennedy. Oggi li indossano attrici, cantanti e celebrities di tutto il mondo. «Sia per questa stagione che per la prossima è boom nelle vendite di shorts – dice Beppe Angiolini, presidente della Camera Italiana dei buyer – Rappresentano la praticità, sono indossati ovunque, da Parigi a New York, e celebrati anche dai blogger sui loro portali». Ma oltre le tendenze c’è chi si chiede quale sia il limite imposto dal pudore per lasciar scoperte le gambe tra viali di circonvallazione e piazze, sulla metropolitana e sul bus. Tra loro c’è lo scrittore Marco Cubeddu, che il primo luglio scorso ha firmato sulle pagine del Secolo XIX l’articolo titolato ‘Ragazze in shorts, vi siete viste?’. Cubeddu racconta di città invase da «quartine» (le quattordicenni in dialetto romano) in mini-shorts. «Pur prendendo le distanze da ogni inqualificabile molestia, la questione rimane: perchè le ragazzine si vestono così da sgualdrine?», si chiede Cubeddu. «Siamo così convinti – prosegue – che mettersi il velo sia prigione e i minishorts siano libertà? ». E sul web è scoppiato un dibattito: articolo condiviso a più non posso sui social network e lunghi commenti arrivati da parte di ragazzine, donne, uomini, papà e persino dalla ‘mamma di una quattordicenne shortata ‘. Su Twitter è persino stato lanciato l’hashtag ‘siamo tutte in shorts’, che accompagna foto di donne, uomini e persino bambini in pantaloncini. Se la strada intercetta le tendenze, la rete dà voce alle diverse opinioni.

Colori di moda per la primavera-estate 2013


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ROMA – Se lo scorso anno erano di moda colori fluo, intensi e accesi quest’anno a farla da padrone saranno colori in onore degli anni ’60-‘70 ma al contempo caldi. Sul podio il verde con tutte le sue sfumature. Pantone,l’azienda di riferimento per tutti i toni possibili di colore, ha appena svelato che il verde smeraldo, catalogato come PANTONE 17-5641 Emerald, è la sfumatura di tendenza del 2013. Gli stilisti avevano già fiutato questa tendenza, lo dimostrano le passerelle di Milano, Parigi e New York per la primavera/estate 2013, e potremmo davvero parlare di una primavera estate «al verde». Ma non solo. Di moda il fucsia e il rosa cipria, passando per l’arancio al giallo, non dimenticandoci la raffinatezza degli abbinamenti total black e total white. Bellissime anche le varianti di blu proposte per i mesi caldi. Intenso e regale, il bllu è stato prediletto nelle collezioni di Giorgio Armani, Eliee Saab e Charlotte Ronson. Cosa dire invece delle fantasie di tendenza per i mesi a venire? Romantiche, geometriche e retrò, meglio se si alternano colori pieni a fantasie esuberanti e colorate. Quest’estate però è anche sinonimo di minimalismo, pulizia e linee semplici come quelle proposte da Balenciaga. Non dimentichiamo il vintage, tanto amato dalle fashion victim: puntate sugli anni ’40 come proposto dall’ultima collezione di Bottega Veneta o ai tanto amati anni ’70.