Robbie Williams, nuovo cd dedicato alla figlia: “Grazie a lei sono cambiato, addio alcol e droga”

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«Ho messo la testa a posto»
Pop star a 40 anni. Robbie Williams diventa grande, ma non invecchia. Se con i Take That ha raggiunto la fama globale, da solista si è imposto come uno dei pilastri del pop britannico. Settanta milioni di dischi venduti e un posto prenotato nella storia della musica. Adesso torna con un nuovo album Swings both ways (in Italia esce il 19 novembre), che raccoglie classici swing del passato (come I wanna be like you, Dream a little dream e Little green apples) e sette brani inediti scritti in collaborazione con Guy Chambers. Nel disco Williams duetta con Lily Allen, Kelly Clarkson, Olly Murs, Michael Bublé e Rufus Wainwright. Grazie alla riunione con i Take That, nel 2010, e al disco solista del 2012, Take the Crown, Williams è tornato in vetta dopo un periodo buio, aggravato da problemi personali e dal flop di Rudebox. 
Come è riuscito a superare la depressione e a ricominciare?
«Nel 2008 ho avuto un esaurimento nervoso, ho perso i miei super poteri pop e mi sono ritirato dalle scene. Pensavo di non essere più all’altezza. Ero come uno di quei pugili che hanno 80 milioni in banca e non riescono a rialzarsi e allenarsi. Ho dovuto trovare le motivazioni. E mi sono chiesto: chi sono? Un intrattenitore, mi sono risposto. Ce l’ho nel sangue. Non potrei fare altro». 
Perché proprio adesso un secondo album swing?
«Non posso fare un disco pop ogni anno. Annoierei me stesso e i fan. Avevo un gruppo di canzoni adatte e volevo farle conoscere. Lo swing è la musica a cui ritorno sempre, sono i dischi che mi ha lasciato mio padre». 
Il titolo dell’album è ambiguo e ha riferimenti sessuali. È voluto?
«Certo! Volevo un titolo provocatorio e divertente. Swings both ways significa essere bisessuali. Ma io intendevo anche indicare il sound, che è sia pop che swing». 
In alcune canzoni è come se volesse prendere in giro il mondo frivolo dell’industria discografica.
«È vero. Mi sono preso gioco di quelli che puntano il dito e giudicano: troppo grasso, troppo magro, troppo gay». 
Il primo singolo, “Go gentle”, è dedicato a sua figlia. Diventare padre l’ha cambiata?
«Immensamente. Sono sempre stato uno sconsiderato, sia nella vita che nella carriera. Ma Theodora si merita di meglio. Durante l’ultimo tour sono rimasto completamente sobrio. Ho abbandonato alcol e droghe, ho perfino smesso di fumare! Sono una persona migliore grazie a lei e desidero farla felice. Mia moglie ed io vogliamo altri figli». 
E se quando sarà grande sua figlia incontrasse un ragazzo come lei 15 anni fa?
«Spero che saremo in grado di educarla in modo che da adulta faccia una scelta diversa. Non credo che vorrà un fidanzato come me. Ma in caso contrario… posso sempre pagare qualcuno per spezzargli le gambe». 
A febbraio compie 40 anni. Radio 1 della Bbc ha deciso di non trasmettere più le sue canzoni. Difficile stare al passo con i giovanissimi?
«Già, 40 anni. L’inizio della fine. Radio 1 mi ha supportato per tanto tempo e sono stato fortunato. Il pop è una musica giovane, i giovani hanno più appeal, anche nei media. La mia ambizione sarebbe quella di diventare più popolare di Miley Cyrus ma non succederà. Oggi il pop è in gran forma. Abbiamo Katy Perry, per esempio. E Lorde, una 16enne neozelandese che ha scritto un brano straordinario, “Royals”». 
Il mercato discografico però è stagnante.
«Da qualche anno si cerca un modo per monetizzare la musica. Nessuno ci è riuscito, nemmeno iniziative come Spotify. Questo disco per esempio è costato molto, ma in futuro se ne faranno sempre di meno così. Prima eravamo dei re. Adesso i soldi sono finiti». 
Tornerà con i Take That?
«Al momento non stiamo collaborando. Ma se dovessi scommettere punterei i miei soldi su una riunione e sul fatto che torneremo a scrivere un altro album insieme».

Balotelli sulla copertina di Sports Illustrated

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 Il Time lo inserì nella lista delle 100 persone più influenti del pianeta. E adesso, a rilanciare Mario Balotelli ci pensa un altro giornale a stelle e strisce: Sports Illusrated. Sulla copertina un Mario tutto muscoli sospeso a fior di acqua in una piscina. L’attaccante del Milan, scrive la rivista, è considerato “l’uomo più interessante del mondo” perché “è italiano ma è anche africano, è il simbolo del Milan, ma è anche il simbolo della nuova Europa. E’ vittima di odio razzista e oggetto di selvaggia adulazione, è il giovane più forte nel mondo del calcio ed è “amico” di papa Francesco e dei primi ministri”, si spertica l’articolo. 

Riferimento al mondo della politica che porta al nome dell’ex premier e presidente della squadra rossonera Silvio Berlusconi: “Parlo con lui ma non abbiamo un grandissimo rapporto”, spiega Super Mario. Che invece si dice affascinato dalla figura del presidente Usa Barack Obama: “Non mi sono mai interessato alla politica, ma penso che lui sia un grande uomo e che possa rappresentare per tutti noi un nuovoinizio”. L’asso del Milan va poi giù duro sul razzismo: “Non è qualcosa che si può cancellare, il razzismo è come una sigaretta. La gente non riesce a smettere se non vuole veramente. Farò qualsiasi cosa affinché le persone ci riescano”. 

Valeria Marini incinta a 46 anni: “Sono emozionatissima, è la cosa più bella che può capitare a una donna”

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Lo rivela alla stessa rivista che aveva pubblicato l’indiscrezione, poi smentita, qualche settimana fa. Oggi lo scoop: Valeria Marini, 46 anni, è incinta. E stavolta è proprio lei a dichiararlo in un’intervista a Diva e Donna, in edicola domani. “Io e Giovanni siamo al settimo cielo. A quarantasei anni aspetto il mio primo bambino. Sono emozionatissima, è la cosa più bella che può capitare ad una donna”, dice la bionda showgirl, che solo pochi giorni fa si dava alla pazza gioia sulle spiagge di Ischia. Sposata con Giovanni Cottone dal 5 maggio scorso, Valeriona ha subito diverse interruzioni di gravidanza spontanei. Ma il desiderio e la volontà di maternità hanno vinto e finalmente la coppia realizzerà il sogno di diventare genitori. Certo, per un pò dovrà rinunciare al mondo dello showbitz.