Dalla montagna al mare, le migliori scelte per l’estate


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Saliamo in vetta, dove l’aria di montagna è pungente come l’aroma del caprifoglio. Green Tea Honeysuckle (Elizabeth Arden) lo miscela ai vapori del tè verde e del bergamotto. Vivace tripudio di gelsomino, neroli, semi d’ambretta e betulla; soffice muschio e pesca matura. E il brivido è immediato. Dall’alto, scendiamo giù in picchiata, dove la risacca del mare schiumeggia con Coccobello di James Heeley ci si tuffa ai tropici: il dolce lattiginoso della polpa del suo frutto incontra il sale marino, la vaniglia bourbon e le foglie di palma. Un incontro irresistibile. Come il richiamo esotico de l’Eau d’Issey e l’Eau d’Issey pour Homme: sentori di sapori lontani che ci fanno volare in oriente. Per l’occasione anche gli iconici flaconi si vestono di grafismi e colori inconsueti, ispirati al contenuto: frutto del drago, rosa vivo (per lei), kiwi, verde intenso (per lui). L’inno al sole è di Shiseido che con Zensun eau du toilette fraiche illumina l’aria di gocciole di rugiada: felice sposalizio tra bergamotto, mango, fiori di ciliegio e ambra. Dallo Zenith che tutto mostra, all’alba di un nuovo giorno carico di attesa: la versione maschile è più acquatica e misteriosa, nel mix di agrumi, menta, yuzu, pepe bianco e legni essiccati. 

Un’armonia di note che si rimescolano in Acqua Attiva Green, il nuovo profumo di Collistar pensato per l’uomo libero, dinamico, che cerca se stesso nel contatto con la natura.
Alla donna impertinente, Moschino donna invece una pioggia di ChicPetalS. La versione estiva è ispirata al rosso del melograno e della fragolina: speziata allo zenzero è una gioia sulla pelle.

Gli shorts dominano l’estate 2013

 

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 Caldo torrido e comodità vanno di pari passo, ma a volte non si sposano con il buon costume, Con il caldo di questo periodo le strade di molte città italiane sono popolate da donne e ragazze in mini shorts. È ricerca di praticità, l’adattamento ad una tendenza di stagione oppure un costume al limite della decenza? Insomma shorts in città, sì o no? Il dibattito è aperto, visto quanto ha preso campo la tendenza e quanto se ne parla, sopratutto sul web. «La vera libertà della donna è quella di poter scegliere cosa indossare», dice Oliviero Toscani, che per primo ha celebrato gli shorts (e il loro contenuto) negli anni ’70 con la campagna provocatoria per Jesus Jeans. «Nel corso degli anni gli shorts si sono allungati e accorciati – continua Toscani – ma le ragazze che usano il corpo per provocare fanno una libera scelta. Nessuno può decidere per loro». Infatti usi e costumi sono cambiati: se prima era un classico vedere donne di ogni età indossare pantaloni corti, shorts di jeans o bermuda nelle località di mare, da Capri a St. Tropez, oggi questo capo d’abbigliamento viene indossato anche in città. Con molta – e secondo alcuni troppa – disinvoltura. «Gli shorts, perchè no? – dice il couturier Ermanno Scervino – Basta che non siano volgari e non lascino vedere troppo. Magari con un blazer o una camicia bianca».

In effetti i pantaloncini corti sono una delle macro tendenze dell’estate, i modelli sono i più svariati: da quelli rosa di Oscar de la Renta a quelli a stampe africane di Moschino, da quelli optical di Marni a quelli sporty-chic di Just Cavalli. «La moda è una lettura sociologica di quello che accade, quindi certamente questo fenomeno di costume rappresenta il ritorno della voglia di emergere di una giovane generazione – dice Lavinia Biagiotti Cigna – Inoltre c’è sempre meno tempo per le vacanze, quindi il mare arriva in città, non dimentichiamoci che dieci anni fa è stata sdoganata la ‘canotta ‘. Adesso si scoprono le gambe, in passerella trionfano gli shorts, anche indossati con il blazer per andare in ufficio o ad una happy hour. La vera rivoluzione è stata dopo il ’68 quando sono nati gli hot pants, che avevano una carica di erotismo che oggi non vedo». Fu grande stupore, invece, nel 1933, quando la tennista Alice Marble si presentò sul campo da gioco di San Francisco in bermuda sopra al ginocchio. È ricordata come la prima donna ad indossare pantaloncini, qualche decennio più tardi seguita da Marilyn Monroe, Brigitte Bardot e Jackie Kennedy. Oggi li indossano attrici, cantanti e celebrities di tutto il mondo. «Sia per questa stagione che per la prossima è boom nelle vendite di shorts – dice Beppe Angiolini, presidente della Camera Italiana dei buyer – Rappresentano la praticità, sono indossati ovunque, da Parigi a New York, e celebrati anche dai blogger sui loro portali». Ma oltre le tendenze c’è chi si chiede quale sia il limite imposto dal pudore per lasciar scoperte le gambe tra viali di circonvallazione e piazze, sulla metropolitana e sul bus. Tra loro c’è lo scrittore Marco Cubeddu, che il primo luglio scorso ha firmato sulle pagine del Secolo XIX l’articolo titolato ‘Ragazze in shorts, vi siete viste?’. Cubeddu racconta di città invase da «quartine» (le quattordicenni in dialetto romano) in mini-shorts. «Pur prendendo le distanze da ogni inqualificabile molestia, la questione rimane: perchè le ragazzine si vestono così da sgualdrine?», si chiede Cubeddu. «Siamo così convinti – prosegue – che mettersi il velo sia prigione e i minishorts siano libertà? ». E sul web è scoppiato un dibattito: articolo condiviso a più non posso sui social network e lunghi commenti arrivati da parte di ragazzine, donne, uomini, papà e persino dalla ‘mamma di una quattordicenne shortata ‘. Su Twitter è persino stato lanciato l’hashtag ‘siamo tutte in shorts’, che accompagna foto di donne, uomini e persino bambini in pantaloncini. Se la strada intercetta le tendenze, la rete dà voce alle diverse opinioni.