Buffon salva tutto,gila piega i bulgari: finisce 1-0, Italia a un passo dal mondiale


italia, bulgaria,Candreva, Prandelli,gilardino,Federalcio,squadra di Penev,Ghazaryan, buffon, qualificazioni, brasile 2014,calcio,news,notizie,sport,Un gol di Gilardino a Palermo, uno di Ghazaryan a Praga e la qualificazione al mondiale del 2014 per l’Italia diventa quasi una formalità. Mentre naufraga il sogno dei cechi, sconfitti in casa dall’Armenia, a 2000 km di distanza un attaccante nato il giorno in cui Paolo Rossi segnava tre gol al Brasile, realizza la rete che porta l’Italia davvero a un passo dal torneo iridato: grazie al suo colpo di testa gli azzurri battono la Bulgaria, ora staccata di sette punti al secondo posto del girone. Se la squadra di Penev non dovesse vincere a Malta la prossima partita, all’Italia potrebbe bastare addirittura un pareggio martedì a Torino contro la Repubblica Ceca per sbarcare al Mondiale con due gare di anticipo sulla conclusione del girone.

BRASILE AD UN PASSO L’ufficio viaggi della Federalcio, insomma, può preparare le prenotazioni, gli azzurri a meno di sorprese clamorose in Brasile ci saranno. Eppure ha sofferto, l’Italia di Prandelli: e l’altro grande protagonista della serata è stato Buffon, autore di almeno tre interventi prodigiosi. Ma evidentemente era scritto che la vittoria chiave per la qualificazione fosse sottoscritta da grandi firme. Contravvenendo alle indicazioni dei giorni che hanno preceduto la gara, Prandelli in avvio ha schierato una formazione dalla propensione spiccatamente offensiva. Insigne è stato infatti preferito al maratoneta Giaccherini ed ha formato con Candreva e Gilardino un vero e proprio tridente d’attacco. Per il resto, le anticipazioni della vigilia hanno trovato riscontro nella difesa a quattro davanti a Buffon e nel ripescaggio di Thiago Motta a comporre il trio di centrocampo con Pirlo e De Rossi. Cercava poi il caldo abbraccio di Palermo, il ct azzurro: e l’ha trovato. In una serata climaticamente da piena estate sono stati 30 mila gli spettatori accorsi allo stadio Barbera a tifare per spingere l’Italia a un passo dal mondiale del Brasile. Per tutto il primo tempo hanno svolto in maniera eccellente il loro compito. Come pure Insigne, peraltro. Mentre il redivivo Thiago Motta inseguiva vanamente palloni, con Pirlo e De Rossi in difficoltà nel proporre gioco per l’abilità nelle chiusure degli spazi dei bulgari, dal destro fatato del napoletano sono arrivati a lungo gli unici lampi azzurri. I più significativi al 1′, quando con un lancio ha smarcato in area Gilardino (girata di sinistro deviata in angolo da Mihaylov) e al 26′ quando ha cercato da lontano la soluzione personale costringendo alla parata difficile il portiere. Per la verità un paio di volte nella prima mezz’ora anche i bulgari si erano fatti vivi dalle parti di Buffon (prima con un tiro di Manolev fuori di poco, poi con un destro di Tonev parato in due tempi con qualche brivido dal portiere azzurro). E le cose sembravano mettersi non benissimo per l’Italia. Sino a quando, al 38′, Motta si è svegliato dai suoi torpori ed ha aperto il gioco sulla sinistra per Candreva il cui cross ha trovato puntuale al colpo di testa vincente Gilardino. Sul velluto del vantaggio, ed alla luce del successo armeno a Praga, per l’Italia è diventata un’altra gara.

LE PAGELLE
Pagelle degli azzurri. BUFFON 7.5: un tiro di Tonev non trattenuto rievoca brividi recenti, poi però compie tre interventi decisivi. Il primo è una gran parata a inizio secondo tempo sulla battuta al volo sottoporta di Popov, poi nel giro di una manciata di secondi al quarto d’ora un doppio scatto fulmineo a togliere il possibile pari dalla porta
ABATE 6.5: a lungo trattenuto dietro, prende confidenza e comincia a lavorare in alternanza con Candreva sulla sua fascia, e dal vantaggio azzurro le sue discese si fanno più incisive. Preziosa la sua diagonale sul contropiede bulgaro. Dal 34′ st MAGGIO sv.
BONUCCI 6: playmaker arretrato, si trova più spesso ad avviare l’azione con scambi su Pirlo che non a dover inseguire la punta avversaria. Gli mancano però, come è nella sua Juve, gli inserimenti dei centrocampisti da lanciare
CHIELLINI 6: ci sta lui a custodia dell’area di rigore, dovendo controllare Tonev che spesso parte da lontano. E tutto sommato se la cava bene, anche quando con l’uscita di Antonelli va a fare il terzino sinistro
ANTONELLI 5.5: le buone triangolazioni del centrocampo bulgaro sulle fasce lo costringono a una partita (quasi) tutta sulla difensiva. Ma subito dopo l’1-0 libera la corsa fino al fondo per un cross che poteva valere il raddoppio. Esce per infortunio. Dal 18′ st ASTORI 6: stringe i denti con i compagni in difesa, da centrale
DE ROSSI 6: mentalmente lucido, come è di questi tempi, il suo lavoro di cerniera tra difesa e centrocampo e tra centrocampo e attacco è prezioso.
PIRLO 6: mezzora a cercare il lancio giusto, ma un pò i movimenti di chi sta avanti che mancano un pò la sua inattesa precisione, n on fa il suo meglio
THIAGO MOTTA 5: al rientro 14 mesi dopo l’Europeo, appare lento e addirittura a disagio. Perde un paio di palloni pericolosissimi, rimedia alla scarsa corsa solo col senso della posizione. Dal suo piede parte però l’azione che pora al gol di Gilardino, ma neanche quando l’Italia ha preso sicurezza riesce a far da argine agli inserimenti bulgari.
CANDREVA 6.5: un pesce fuor d’acqua per gran parte del primo tempo, non è ala nè trequartista. E non ci sono neanche gli spazi per lanciare la sua corsa progressione. All’assist per la testa di Gilardino si trova quasi per caso, dalla fascia opposta alla sua di perinenza, ma è un piccolo premio alla volontà di risalire la china mostrata nei momenti più duri della partita.
GILARDINO 7: che dovesse essere serata di sofferenza lo sapeva, di dover subire tante botte dai centrali bulgari forse no. Ma lo fa senza battere ciglio, anzi offrendo sempre la sponda giusta a Insigne. E al momento giusto, si fa trovare pronto per il tap-in di testa
INSIGNE 6.5: un pò di argento vivo sulle stanche cadenze azzurre di inizio partita. Capacità di dribbling e passo stretto lo rendono il più pericoloso tra le serrate maglie della Bulgaria, così dalla sua parte la impegna con discese, serpentine, cross tagliati e anche un gran destro nel primo tempo che Mihaylov smanaccia via dalla porta. Poi lascia spazio a chi è più adatto al sacrificio. Dal 19′ st GIACCHERINI 6: la corsa giusta per allentare la pressione della Bulgaria alla ricerca del pari
All. PRANDELLI 6.5: Indovina la mossa dell’inserimento nella formazione iniziale di Insigne (lo premia anche il suo fedelissimo Gilardino, mentre la scelta di Thiago Motta resta incomprensiile). Comunque, in una fase della stagione tradizionalmente ostica per l’Italia, mette in campo una squadra equilibrata e vincente nonostante le assenze di Balotelli, Montolivo e Osvaldo (squalificato) e dell’infortunato Marchisio. Il mondiale è davvero a un passo, e quello che accadrà dopo ora conta molto meno. 

SUPER BUFFON Al rientro Buffon toglieva subito alla testa degli avversari l’idea di avere di fronte un ex campione e volava letteralmente a ribattere la palla appoggiata in tap-in da due metri da Popov. Un paio di tri di Insigne e Candreva servivano a tenere in allarme la Bulgaria. Che però tentava l’assalto. Buffon replicava al quarto d’ora con un salvataggio su colpo di testa di Bodurov, e nell’angolo susseguente i bulgari giocavano al tiro al bersaglio: ma la palla non entrava. E al 19′ Nedelev con un sinistro insidioso spediva di poco fuori. Prandelli correva ai ripari, fuori Insigne e dentro a pressare Giaccherini. Al 18′ Gilardino non sfruttava un pasticcio della difesa avversaria e ripartiva l’infruttuoso assalto dei bulgari che in chiusura lanciavano addirittura il portiere a cercare di sfruttare i calci d’angolo. Brividi finali, ma tutto inutile. Era destino che nella cada notte siciliana facesse festa l’Italia. E a proposito di destino, la gara regala un’ altra suggestione: con il gol di stasera, il predestinato Gilardino arriva a 19 in azzurro: a una rete da Pablito.

IL TABELLINO
ITALIA (4-3-3): Buffon 7.5, Abate 6.5 (34′ st Maggio sv ), Bonucci 6, Chiellini 6, Antonelli 5.5 (18′ st Astori 6), De Rossi 6, Pirlo 6, Thiago Motta 5, Candreva 6.5, Gilardino 7, Insigne 6.5 (19′ st Giaccherini 6) (13 Marchetti, 5 Ranocchia, 18 Florenzi, 7 Aquilani, 23 Diamanti, 10 Verratti, 14 El Shaarawy, 9 Gabbiadini,, 12 Sirigu) All. Prandelli 6.5
BULGARIA (4-1-4-1): Mihaylov 6.5, Minev Y. 6, Bodurov 5, Ivanov 5, Minev V 6, Dyakov 6 (30′ st Delev sv), Gadzhev 5.5, Popov 6, Manolev 5.5 (10′ st Iliev 5.5), Nedelev 5.5, Tonev 6 (16′ st Rangelov 5.5) (1 Stoyanov, 11 Dimitrov, 12 Hrstov Y., 16 Milanov I., 3 Aleksandrov, 23 Gargoroy, 19 Zlatitinsky, 20 Hristov V., 4 Zanev) All. Penev 6.5 Arbitro: Velasco Carballo (Spa) 5.5.
Reti: nel pt 38′ Gilardino Recupero: 0 e 4′ Angoli: 9 a 7 per la Bulgaria Note: spettatori 30 mila, Ammonito Giaccherini per gioco falloso.
*** I GOL 38′ pt: sulla ripartenza azzurra, Thiago Motta riesce ad anticipare il difensore bulgaro con un tocco lieve che lancia a sinistra Candreva, discesa sul fondo e cross al centro dove Gilardino di testa schiaccia a rete.

Buffon: “Nessun appagamento”

buffon_1011375Libero1.jpg“Secondo me la Lazio, a prescindere dal momento che stiamo vivendo, dello stato di forma, si è sempre rivelata una rivela molto ostica e difficile da battere. Abbiamo grande rispetto per questa squadra”.

Così Buffon alla vigilia della Supercoppa: “Rischio appagamento? E’ una valutazione che potremo trarre più avanti. Se ci sono partite secche questo tipo di discorso perde di valore, come è normale che sia, con l’appuntamento unico non ci può essere paura o rischio appagamento da parte di nessuno”.

“Sulla carta abbiamo una rosa migliore rispetto a quella degli anni passati, lo confermerà solo il campo e la nostra predisposizione al sacrificio e alla voglia di stupire”, conclude.

Il Papa benedice i calciatori Poi va a confessare Balotelli Secondo voi cosa gli ha detto?

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Non si sa cosa si siano detti ma Papa Francesco e Mario Balotelli hanno parlato in privato per qualche minuto. Una sorta di confessione voluta a tutti i costi dal calciatore del Milan che ha letteralmente inseguito Bergoglio dopo l’incontro ufficiale in Vaticano con 200 tra giocatori, dirigenti e funzionari delle due nazionali Italia e Francia, e che alla fine è riuscito a scambiare due parole con lui.

Si è invece commosso molto Gianluigi Buffon. Che alla fine dell’incontro ha detto: “E’ stata una giornata speciale, che resterà impressa nelle menti e nei cuori di tutti noi per sempre. Abbiamo la fortuna di avere un Papa speciale, finalmente si possono tradurre in fatti concreti le molte parole e pensieri che spesso ci proponiamo di fare e non mettiamo in pratica. Con un Papa così, che ci indica la via da seguire, che ci scalda anima e cuore, è più facile fare quelle cose che ci rendano migliori”. E ancora, con una battuta: “Cercando di sorridere, sono contento anche perché per la prima volta c’è una persona che riscuote più successo di Messi. E’ la normalità e mi ha fatto piacere. Mantenere il dilettantismo? E’ giusto non perdere la passione per lo sport, ma quando si parla di professionismo e alti livelli può diventare arduo far restare intatto il concetto”.  

Papa Bergoglio, infatti, aveva parlato del calcio diventato un sistema di affari e si era raccomandato: “Dovete coltivare invece la dimensione di dilettanti che non comporta discriminazioni. Così sparisce la violenza e si tornano a vedere le famiglie sugli spalti. Lo sport è importante, ma deve essere vero sport!”. Il calcio, come altre discipline, ha detto il Pontefice alle due squadre è diventato un grande business! Lavorate perché non perda il carattere sportivo”. E dopo aver detto ai calciatori che “bellezza, gratuità e cameratismo si trovano riassunte in un termine sportivo che non si deve mai abbandonare: dilettante, amateur”.  “E’ vero – ha ammesso il Papa – che l’organizzazione nazionale e internazionale professionalizza lo sport, e deve essere così”, ma “uno sportivo, pur essendo professionista, quando coltiva questa dimensione di dilettante, fa bene alla società, costruisce il bene comune”.  “. Poi ancora: “Pregate per me. Perché possa giocare anch’io, nel campo in cui Dio mi ha posto, una partita onesta e coraggiosa per il bene di tutti”.