Balotelli sulla gaffe con la Kyenge: “Stavo dormendo, non era obbligatorio esserci”

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“La Kyenge? Non era obbligatorio esserci”. Per una sveglia che non ha sentito, per dormire ancora, un’altra che ha suonato, anche se con un po’ di ritardo. Mario Balotelli, per quasi tutta la prima metà di gioco dell’importante match che ha visto la Nazionale azzurra affrontare la Repubblica Ceca a Torino, ha passato più tempo a guardare per terra che a combattere con grinta l’avversario. Poi, il risveglio. Balo ha vinto, acclamato da una tifoseria sempre ostile nei suoi confronti, e che ieri, allo Juventus stadium, l’ha incitato a gran voce, per farlo ridestare dal sonno in cui era calato, di nuovo. E alla fine, quando tutti festeggiano la qualificazione ai Mondiali 2014 in Brasile, SuperMario riserva una stoccata anche a chi lo ha criticato per la mancata visita dal ministro dell’Integrazione, la scorsa domenica: “Stavo dormendo come i miei compagni, non era obbligatorio esserci”, ha replicato serafico.

La vittoria – Cappello polemico ad una serata difficile. Alla fine l’Italia ce l’ha fatta. Si andrà in Brasile. Con due gare in anticipo, la nazionale azzurra ha conquistato la qualificazione ai mondiali battendo in corsa la Repubblica ceca per 2-1. Ed è stato proprio SuperMario, “l’uomo della sveglia mancata”, a segnare il secondo gol, quello decisivo, che ha fatto volare i tricolori. Lo stesso Balo che, con questa rete su rigore, ha allungato la sua strepitosa serie record di gol dal dischetto, 20 su 20, e ha vinto la “guerra” contro Cech, che nella gara di andata l’aveva sfidato: “Sarò il primo a parargli un rigore”. L’arena bianconera, che di solito non risparmia le sue macumbe contro l’attaccante rossonero, questa volta lo ha applaudito, riempiendolo d’orgoglio. E nel post partita, Balo si è sfogato. Non solo sul match appena giocato: “Complimenti ai tifosi della Juve, non me lo aspettavo”.

Conderations Cup, Italia battuta dalla Spagna ai rigori


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Sarà la Spagna la finalista che affronterà il prossimo 30 giugno a Rio il Brasile nella finale di Confederations Cup. Si è deciso ai rigori il match di giovedì sera, a Fortaleza, contro gli Azzurri, sconfitti dal “disgraziato” dischetto, proprio come nei quarti di finale dell’Europeo 2008. L’Italia si giocherà dunque il terzo posto con l’Uruguay. Un peccato, per la squadra di Prandelli, che contro le Furie rosse “campioni di tutto” hanno giocato un grande match, soffrendo solo negli ultimi minuti del tempo supplementare. Le porte di Buffon e Casillas – nonostante tante ghiotte occasioni, tra cui i pali di Giaccherini e Xavi proprio nei supplementari – sono rimaste inviolate in 120′ di gioco. Decisivo ai rigori l’errore al settimo tiro di Bonucci, che manda alto sopra la traversa, archiviando le possibilità azzurre di accedere alla finale.

I tempi regolamentari – Come detto, quella giocata dall’Italia nel complesso è stata una buona partita. La squadra ha tenuto testa ai campioni del mondo, soffrendo le incursioni iberiche soltanto negli ultimi 20′. Nel primo tempo, nonostante il tiki-taka iniziale degli spagnoli – in campo con Silva e Torres, senza Fabregas e Soldado – e le due sferzate in area di Pedro, che però non impensieriscono Buffon, la nostra nazionale mostra un buon gioco; manca però il gol, vuoi per imprecisioni – come quelle di Marchisio e De Rossi -, vuoi per le grandi parate dell’attento Casillas, decisivo in due occasioni contro il colpo di testa di Maggio. Precisi gli inserimenti di De Rossi e abile la prestazione di Gilardino, il vice-Balotelli, che si muove tanto giocando soprattutto di sponda, ma, quando arriva a concludere (al 15′, in anticipo su Pique’), non inquadra il bersaglio grosso. 

Poca precisione – Dietro, la rispolverata difesa a tre di Prandelli tutta bianconera (Barzagli-Bonucci-Chiellini), la nazionale corre un solo rischio: al 37′ Torres riceve palla da Xavi, si libera di Barzagli – che cederà nell’intervallo il posto a Montolivo, con arretramento del romanista Daniele De Rossi – e col sinistro non trova l’angolo della porta protetta da Casillas da posizione favorevole. Fondamentale sempre l’asse Maggio-Candreva. In contropiede la nazionale spagnola con Pedro prova a sopraffare Buffon, ma manca di precisione. Al 40′ gli iberici si rendono pericolosi: Torres va via a Montolivo e Chiellini, serve Navas che punta in mezzo per l’avanzatissimo Pique’ che spreca malamente dal cuore dell’area. L’ultimo sussulto è ancora “rosso”: punizione di Xavi, deviazione di Chiellini che toglie il pallone dalla testa di Torres. 

Tempi supplementari – Squadre negli spogliatoi al 90′ ancora sullo 0-0. Nei due tempi supplementari, l’occasione più importante si colora del tricolore: Candreva per Giovinco,che non ci arriva, e il pallone arriva a Giaccherini, sinistro di prima e palo pieno. La Spagna inizia ad accelerare, mentre l’Italia sembra stanca: Pique’ e Jordi Alba fanno tremare l’estremo difensore azzurro. Lo 0-0 resta anche quando, al 115′, Xavi spara col destro: palo.

Rigori – 7-6 e la Spagna si aggiudica il match. Segnano Candreva (cucchiaio), Aquilani, De Rossi, Giovinco e Pirlo per l’Italia; la nazionale iberica replica con Xavi, Iniesta, Pique’, Ramos. Al settimo dischetto, Bonucci sbaglia clamorosamente e manda alto sopra la traversa. Al suo posto, lo spagnolo Mata centra la rete e beffa Buffon, volando in finale.