Naomi Campbell contro Victoria Beckham: ”Non prende modelle di colore”


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NEW YORK – C’è anche l’ex Spice Girl Victoria Beckham, fresca di sfilate a New York, nella lista compilata dalle modelle Naomi Campbelle Iamn nell’ambito della loro campagna ‘Diversity Coalition’ di denuncia contro le case di moda che sulle loro passerelle riducono al minimo, o addirittura non contemplano, le modelle di colore. Sembra infatti che nello show della principale collezione di Victoria Beckham la scorsa settimana a New York siano state coinvolte tutte modelle bianche tranne una. La ex Spice Girl è diventata stilista però in ottima compagnia nella lista stilata da Naomi e Iman: sono segnalati anche Calvin Klein, Donna Karan, Chanel, Armani, Gucci, Saint Laurent, Roberto Cavalli e Marc Jacobs, stando a quanto riferisce il Daily Mail. RAZZISMO Il trio, che si batte per una presenza maggiore di modelle di colore sulle passerelle, è composto da Naomi, Iman e dall’ex modella Bethann Hardison che nei giorni scorsi hanno inviato una lettera aperta ai responsabili delle kermesse di moda più importanti tra New York, Milano, Parigi e Londra- sottolineando che “di chiunque sia la decisione finale, qualsiasi siano le intenzioni, il risultato è inevitabilmente razzista«. Ieri sera Naomi, in coincidenza con la London Fashion Week in corso nella capitale britannica, ha ribadito il suo appello in un’ntervista a Channel 4 News: «Quello che chiediamo è che le scelte vengano fatte sulla base del talento e della bellezza e non sul colore della pelle» e ha precisato che l’accusa non è di razzismo per le persone e le organizzazioni coinvolte, ma l’esclusione, la scelta diventa “un atto razzista”.

Milano Moda Uomo: tra il civettuolo Armani e lo Zorro Etro, spunta… Belen

 

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“Che Armani si iscriva alla Camera della Moda!”, esclama Renzo Rosso, lanciando un invito che riapre, al terzo giorno di Milano Moda Uomo, una discussione in realtà mai chiusa. Ma Re Giorgio va dritto per la sua strada. Tanto più che continua a sfilare all’interno del calendario. E in bilico tra sottrazione e addizione lo stilista porta in passerella la nuova collezione digitale Emporio Armani, dove spariscono fodere e bottoni (sostituite da zip e automatici), si riducono al minimo le cuciture, scalzate da interventi di termonastratura e termoadesivatura, e piccoli fori laserati creano motivi di codici. Il risultato: la giacca in lana leggerissima tagliata a vivo è asciutta e definita; il pantalone è diritto, con giusto due pinces in vita; la giacca-camicia di shantung, doppiata e tagliata al laser, ha il colletto a revers sfalsati; i pull sono intarsiati da motivi ad esagono. Con forme così scolpite e colori neutri, dal mastice al blu, dai kaki al verde, per “dare carattere all’uomo” Armani questa volta ha spinto sui tessuti, come nelle giacche trasparenti che danno «leggerezza e un tocco civettuolo», o nei blouson di nappa doppiata in microfibra, laserata e pressata per ottenere un effetto a scaglie o ancora nei pantaloni traforati di nylon misto seta. E per la città il caban giusto, con la polo o la T-shirt dalla forma elegante e non di genere sportivo.  Senza rinunciare a qualche vezzo che è il guizzo della modernità, come la piccola borsa da tenere in mano: “Quando le ho viste – racconta divertito lo stilista – mi sono chiesto ma chi le porta? ma poi a Tokyo le usano tutti”. 

Civettuolo anche l’uomo Gucci, che indossa il formale con attitudine hi tech, sceglie lo sportivo solo se sofisticato e ha una passione smodata per le fantasie  a fiori, che sfoggia da mattina a sera. Tralci di fiori sulle T-shirt, ramages sulle giacche camicia, boccioli sui pantaloni da cavallo nei toni del militare, cascate di corolle sui parka, sulla tuta e persino sui completi formali. C’è poi tutto un lavoro sul sartoriale, con il nuovo completo realizzato in materiali tecnici e moderni come il jersey tecno stretch e il nylon cotone, da portare con la T-shirt in popeline di cotone, anch’essa stretch, traforata o in seta stampata, e il foulard a piccoli motivi cravatteria. Se il formale viene svecchiato dal tecnologico, lo sportivo viene reso sofisticato dai materiali lussuosi, con le T-shirt e le felpe reinventate in pelle e neoprene; il pantalone da cavallo, pezzo forte della collezione, proposto con inserti in camoscio o in pelle a contrasto; le giacche da barca dalla linee a scatola tagliate al laser. Il twist arriva agli accessori, con le sneaker di pelle, la borsa da shopping che diventa zaino e la grande sacca da weekend.

Etro come non l’avevamo mai visto: mascherina, sombrero e stivali western: è uno Zorro del nuovo millennio. Un eroe che “pur aristocratico – racconta Kean Etro – si batte per salvare gli innocenti e far rispettare la legge”. Ma Zorro “in lingua spagnola vuol dire volpe“, aggiunge lo stilista, suggerendo che in questa fase difficile “si salveranno le imprese che combatteranno con la stessa furbizia”. Ispirazione Messico per una collezione che, sopra la scarpa appuntita, propone pantaloni aderenti che mettono in risalto la figura, anche con i tagli, gli inserti e i medaglioni equestri. Sopra i pesanti cinturoni in pelle ci sono camicie morbide e stampate, abbinate a panciotto e porta munizioni a tracolla. Immancabile il sombrero, ricamato con il paisley di Etro, motivo iconico della maison che torna anche marchiato a fuoco su camicie e giacche in pelle invecchiata. Il sapore western si ritrova anche nei motivi in cuoio laserato, negli intarsi in nappa sui trench in canvas e sui pantaloni in twill di cotone. 

John Richmond manda in passerella Belen Rodriguez in tutta la sua bellezza per la sfilata architectural-rock. Belen interpreta il rigore maschile con sensualità. Le uscite sono state due, la prima nel bel mezzo del defilè con un completo nero giacca e pantaloni abbinati a una camicia di seta giallo acido stampata, il secondo con un pantalone bianco e nero dello smoking e una camicia nera trasparente, sempre su tacchi vertiginosi. John Richmond per la prossima stagione calda smorza il suo spirito rock per lasciare spazio a forme più pulite, “architettoniche” come le definisce lui, perché “ho voluto lavorare sul concetto di pulizia» spiega nel backstage. Così le giacche dal taglio sartoriale sono arricchite da dettagli geometrici, profili gommati verde acido e arancio e particolari in metallo, dal sapore high tech. Lo stilista non abbandona la pelle, che ama lavorare con la tecnica laser sui giubbotti. E ultime uscite dal sapore  tribale (un po’ primitivo), con un mix di tessuti, stampe e colori  per “tornare alla spiritualità che nel mondo moderno si sta perdendo”, ha spiegato il designer.

Daks è un raffinato gentiluomo inglese, elegante nei suoi abiti doppiopetto. Giacche  lunghe  sia in piquet bianco che in lana inglese, pettinata grigia o nera. Spolverini in perfetto stile british. Un poeta, aristocratico o scrittore,  in vacanza con i suoi bagagli “in una Venezia anni ’30 – racconta lo stilista Filippo Scuffi nel backstage – perché l’ispirazione viene da Morte a Venezia, tanto che a chiudere la sfilata c’è proprio un modello che ricorda Tadzio, il giovane protagonista del romanzo di Thomas Mann. Sotto le giacche c’è la maglieria in cashmere, seta e cotone, con disegni e fatture che richiamano quel periodo. E lo sfoggio di  borse in struzzo e coccodrillo e i dettagli immancabili: i gemelli lucidi, i guanti e le bretelle. Daks pensa anche all’uomo eccentrico con lo smoking in spugna bianca.

Prende il nome da uno dei più famosi locali di Hong Kong il capo cult disegnato da Aquilano e Rimondi per la collezione Fay per la prossima estate. “Post 97”, capospalla dalla linea semplice ed essenziale, rubata ai codici delle uniformi militari, con tasche asimmetriche frontali, taglio sagomato delle maniche e coulisse stringi-vita interna. Completamente sfoderato, proposto in cotoni mixati a lino e seta, abbina la disinvoltura del collo a camicia alla sartorialità del motivo gessato.

Roccobarocco come protagonista della sua collezione per la prossima estate ha immaginato un raffinato artista inglese in viaggio verso l’India. Un globetrotter rilassato e composto nei suoi completi leggerissimi, tutti in fresco lino oppure in seta, indossati con maglie impalpabili e trasparenti e pantaloni in seta. Lo stile british emerge nei principe di Galles e nel gessato, mentre i completi quadrettati di lino o cotone richiamano l’epoca coloniale. I pezzi formali si trasformano con tocchi impensati, come le stampe di coccodrillo e le striature feline camouflage sulle camicie e il gioco sporcato che disegna fogliame e arbusti essiccati al sale sui completi. Per le notti più calde, maglie millimetriche che mostrano il fisico abbinate a mini-shorts maculati. Oltre ai colori della sabbia e della terra, il beige e i grigi, irrompono il verde, il corallo e il giallo, declinati in una stampa simile al paisley. E alla fine esce lo smoking total white e total black, rivisitato con taglio sartoriale effetto pitone. Anche gli accessori sono leggeri e morbidi, tutti in pelle traforata, dai mocassini alle borse da viaggio.