Occhiali da sole: la lente giusta


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La scelta degli occhiali da sole per l’estate non passa solo attraverso la moda dell’ultima stagione. Sia concessa la scelta della montatura estrosa, ma le lenti devono assolutamente essere polarizzate, in modo che proteggano l’occhio dall’aggressività dei raggi ultravioletti.

In Italia solo l’11% dei giovani e il 10% degli ultra cinquantenni utilizza uno schermo protettivo per gli occhi, che così subiscono i raggi che si rifrangono sulla neve della montagna, sulla superficie del mare e sulla sabbia delle spiagge. Questi raggi, oltre ad accelerare il naturale invecchiamento oculare (che di solito inizia dopo i 40 anni) favorisce l’insorgere di malattie gravi come la foto cheratite e la cataratta, passando per fastidi nella visione notturna e congiuntiviti.

Ecco quindi qualche consiglio per preservare la salute dell’occhio che, specialmente in estate, deve passare dalla scelta giusta di un buon paio di occhiali da sole:

1. Scegliete le lenti come se sceglieste una crema solare: da 0-1, che è una protezione bassa per quando c’è poca luce a 4, protezione forte che ripara quasi al 100% dalle radiazioni del sole.

2. Non sottovalutate il colore delle lenti: quelle azzurre, facendo passare i raggi ultravioletti, sono le meno indicate. Via libera invece alle lenti arancioni, purché non troppo scure, perché assorbono le radiazioni dannose. Perfette, invece, le lenti che tendono al marrone perché escludono i raggi più pericolosi (l’infrarosso e l’ultravioletto).

3. Non comprate gli occhiali sulle bancarelle o in ottiche non specializzate che non rilascino un attestato di conformità. In generale, diffidate da chi non vi certifica la qualità del prodotto che dovrà proteggere uno degli organi più importanti che avete.

Un dolce segreto per dimagrire La cioccolata meglio della corsa

 

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Signori e signore abbiamo il piacere di annunciarvi una dolce notizia: il cioccolato non sarà più un attentato alla nostra linea, anzi pare che faccia dimagrire. Secondo un recente studio condotto dal dottor Malek dell’università di Detroit, il cacao fa dimagrire almeno quanto andare ad allenarsi. Dalla ricerca è, infatti, emerso che l’assunzione di cioccolato fondente è – a livello cellulare – praticamente uguale allo sforzo e all’allenamento fisico. I ricercatori si sono concentrati sui mitocondri, piccole centrali  delle cellule che generano energia, e hanno scoperto che un componente del cioccolato, chiamato epicatechina, stimola una identica risposta muscolare rispetto a una’attività fisica vigorosa.

«L’esercizio aerobico, come correre o andare in bici, aumenta il numero di mitocondri nelle cellule dei muscoli» ha dichiarato Malek, «il nostro studio dimostra che l’epicatechina del cacao porta alla stessa risposta, in particolare nel cuore e nei muscoli».  E quindi niente più fatica e sudore in palestra? L’ideale sarebbe fare le due cose assieme: cioccolato e palestra per fermare l’invecchiamento dei muscoli. E dopo le fatiche della palestra, perché non regalarsi allora un’ ora di puro benessere con un massaggio al cioccolato, dalle numerose proprietà estetiche. Il cioccolato non solo è ricco di sostanze idratanti e nutritive che rendono la pelle più bella, ma contiene anche proprietà in grado di combattere efficacemente la cellulite.

Ma le belle notizie per i ciocco maniaci non sono finite: il cacao fondente ha, infatti, la capacità di bloccare perfino l’appetito. Lily Stojanovska ricercatrice della Victoria University di Melbourne, nel suo libro «La dieta della cioccolata: come mangiare cioccolata e sentirsi bene» afferma che il cacao ricco di teobromina «è in grado di incrementare la stimolazione muscolare, dilatare i vasi sanguigni e diminuire la pressione, abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, ridurre l’incidenza di ictus e malattie cardiovascolari e ridurre il senso della fame».

Può sembrare paradossale ma in Giappone si sta perfino ipotizzando di utilizzare il cacao come cura contro l’obesità. Secondo Naoko Matsuia, ricercatore della Morinaga Co. (Kanagawa) «l’azione anti-obesità del cibo degli Dei deriva dalla sua capacità di inibire una serie di geni che controllano la trasformazione del cibo in grasso e di attivarne altri che permettono di bruciare i grassi già esistenti». La ricerca è stata condotta su topi ipernutriti: nonostante mangiassero molti grassi è bastato aggiungere del cacao alla loro dieta per far sì che, dopo 3 settimane, fossero più magri e con pannicoli adiposi più sottili. Non solo, avevano anche concentrazioni più basse di trigliceridi nel sangue. In sostanza il cacao attiva il metabolismo che permette appunto di bruciare i grassi .

Ma il cioccolato aiuta anche i diabetici. Alcuni scienziati hanno scoperto che il consumo di flavanoli, presenti nel cacao, possono essere di beneficio alle persone affette da diabete di tipo 2. Il consumo quotidiano di una bevanda ricca di flavanoli ha un impatto positivo sulle disfunzioni dei vasi sanguigni associate al diabete (Journal of the american college of cardiology).

E, dulcis in fundo, il cioccolato è un antidepressivo. Già nel ’700, ai tempi di Mozart e Casanova veniva bevuto (solo nell’800 si scoprì come realizzarlo in forma solida), per le sue proprietà stimolanti sull’intelletto ed euforizzanti. Oggi è appurato che la teobromina (sostanza nel cacao) ha un effetto sulla sintesi della serotonina, meno potente ma simile a quello di molti farmaci prescritti per depressione e disturbi dell’umore. Gli effetti positivi si rilevano con circa 2/3 quadretti al giorno, ma solo quello al 75%, a queste dosi è quasi medicinale. Ed il solo pensiero di poterlo mangiare ci fa sentire già meglio…Non per nulla è chiamato il cibo degli dei!

Smettere di fumare: un vaccino spegne la dipendenza

 

cervello,nicotina,sigarette,dipendenza,medicine di new york,vaccino,salute,news,notizieNEW YORK Sembra prendere forma uno dei sogni di chi cerca invano di smettere di fumare: uno studio pubblicato sull’American Journal of Psychiatry presenta un vaccino sperimentale
che agisce sui recettori contrastando l’arrivo della nicotina al cervello e contribuendo a ridurre il piacere provocato dalle sigarette e la conseguente dipendenza.

Il vaccino anti-nicotina è stato sviluppato dall’americana Nabi Biopharmaceuticals e testato su undici persone dall’equipe della psichiatra Irina Esterlis presso la Yale School of Medicine di New York, negli Stati Uniti.

I soggetti dell’esperimento fumavano in media 19 sigarette al giorno da 10 anni e sono stati sottoposti a quattro iniezioni del vaccino e a tomografia computerizzata a emissione di singoli fotoni prima e dopo il trattamento. La vaccinazione ha portato a una riduzione del 12,5% del legame della nicotina ai nAChR (i recettori della sostanza) associata a una diminuzione del 23,6% nella quantità di nicotina disponibile ad entrare nel cervello. I partecipanti, inoltre, dall’inizio dello studio al suo completamento, hanno ridotto il numero di sigarette del 40% e riportato un calo significativo del desiderio di fumare.

Perplessità da parte degli studiosi italiani sulla soluzione al problema del tabagismo quella di Roberto Boffi, pneumologo e direttore del Centro Antifumo dell’Istituto nazionale dei Tumori: «Prima di tutto, del prodotto vanno verificati i livelli di efficacia e l’innocuità. E, poi, qui non siamo in presenza di un virus, di un’infezione da debellare. Si tratta dell’assumere o no una sostanza, e nella droga-fumo sono coinvolti anche aspetti cognitivi, psicologici della persona, come paure e insicurezze. Da queste non ci si può immunizzare. Esistono già aiuti di provata efficacia, psicologici e farmacologici, ma il farmaco più potente resta la volontà».

Cuore, una vacanza di 7 giorni lo rimette in forma


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ROMA Anche solo una settimana di vacanze protegge il cuore, mentre rinunciare del tutto al riposo provoca depressione e sollecita cuore e vasi, che così risultano più fragili ed esposti a malattie come infarto e ictus.
Secondo gli esperti riuniti in occasione del congresso nazionale dell’Anmco (Associazione medici cardiologi ospedalieri) in corso a Firenze, il mancato relax e la tensione che ne deriva aumentano il rischio di depressione e ansia e queste possono accrescere il pericolo di infarti e ictus, che sale anche perché il cuore e i vasi, se non si «stacca la spina» sono più esposti a problemi cardiovascolari come ipertensione ed aritmie.

Ma i cardiologi rassicurano: basta anche solo una settimana di fermo,chi può, per ridurre il rischio soprattutto per anziani e persone con due o più fattori di rischio cardiovascolare che, rinunciando al riposo, si esporrebbero ad una maggiore probabilità di malattie ischemiche.

La conferma arriva da uno studio svolto dal servizio di Psicofisiologia clinica del San Camillo-Forlanini di Roma, in collaborazione con la cattedra di Psicofisiologia clinica di Medicina e Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma.

La ricerca, condotta su 30 pazienti che avevano avuto un attacco di cuore dimostra che la tensione muscolare causata nel 61% dei casi da problemi socio-economici e isolamento sociale e nel 34% da difficoltà lavorative e familiari, aumenta del 30% il rischio di depressione e questa, a sua volta, accresce del 20% la probabilità di malattie cardiovascolari.

Aromaterapia per dimagrire? Annusare gli alimenti


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Annusare per dimagrire. Incredibile? Non si direbbe: l’aromaterapia, pare possa essere una tecnica efficace per restare in forma mangiando meno.

A confermarlo un curioso studio di alcuni ricercatori del Centro tedesco per la Chimica degli Alimenti. La ricerca ha analizzato il comportamento di alcuni volontari che hanno annusato dei cibi rinfrescanti, opportunamente aromatizzati.

Annusando un vasetto di yogurt arricchito con un estratto aromatico, sono riusciti a limitare l’appetito. Stando ai dati raccolti i volontari hanno avuto un’assunzione calorica decisamente ridotta rispetto al gruppo di persone campionato a cui non era stato fatto annusare alcun alimento particolare.

Esisterebbero, dunque, cibi particolari con un aroma capace di interagire e condizionare i centri nevralgici che condizionano l’appetito. Quali sono questi cibi secondo la ricerca tedesca? Sedano e finocchio, ad esempio: basterebbe annusarli non appena si avverte un senso di fame irrefrenabile, per perdere l’appetito. Altri studi meno recenti e condotti su animali da laboratorio, avrebbero confermato il potere sul senso di sazietà di alcuni alimenti.

Ad esempio, l’esposizione a intervalli regolari di 15 minuti all’odore dell’olio di pompelmo riduce la fame e il peso corporeo. Stesso discorso vale per l’aglio, la vaniglia, la menta e il prezzemolo. Provare per credere.

Danza del ventre ok per le future mamme


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FIRENZE movimenti lenti e circolari della danza del ventre possono rappresentare una preziosa fonte di benessere, sia fisico che psicologico, per le donne che si stanno preparando al parto.

Dell’argomento si è discusso in questi giorni nel corso del convegno «L’altro parto: dall’acqua alle medicine complementari», messo a punto dall’Azienda Sanitaria di Firenze.

In questo caso la tipologia di ballo orientale più famosa al mondo non si limita ad essere una danza sensuale, ma con le sue movenze offre alle donne incinte la possibilità di tonificare al massimo i muscoli addominali, mentre i colpi d’anca rendono più naturali i movimenti del bacino. Inoltre il ritmo circolare che si trova alla base del ballo finisce per rendere più forti i tendini e la muscolatura dell’area pelvica.

I benefici sul fisico consistono in una significativa diminuzione dei dolori che anticipano il parto e dei fastidi alla colonna vertebrale. In molti casi la danza del ventre favorisce l’assunzione di una postura più corretta nella partoriente.

E se, al momento del parto, il tipo di respirazione agevola la nascita del bambino, nelle settimane precedenti, attraverso un’adeguata attività respiratoria e una buona tonicità muscolare, la mamma può fare in modo che per il nascituro aumentino le probabilità di respirare e muoversi in maniera naturale e rilassata.