Boxe, Clemente Russo è campione del mondo. Titischenko battuto nella finale in Kazakistan

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“Tatanka” colpisce ancora. Ai Mondiali di boxe in Kazakistan il campano Clemente Russo ha trionfato in finale contro il pugile il russo Tischenko ed è il nuovo campione del mondo nei pesi massimi 2013. ‘Tatankà si è imposto nettamente nella categoria 91 kg. Il pugile di Caserta si è imposto nelle tre riprese con lo stesso punteggio 29-28, 29-28, 29-28. Per Russo, due volte argento olimpico (Pechino 2008 e Londra 2012), è il secondo titolo mondiale, dopo quello conquistato a Chicago nel 2007.

Beyoncè ‘folle’: salto con l’elastico dalla torre di Auckland

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Per spezzare la monotonia dell’attesa del suo concerto ad Auckland, in Nuova Zelanda Beyoncè si è buttata da una torre. Niente suicidio, ovviamente, ma un esercizio di sport estremo. La cantante si è esibita nel bungee jumping dalla Sky Tower della capitale neozelandese e ha postato tutto su YouTube. L’esperienza pare che le sia piaciuta, visto che ha ripetuto il lancio per due volte.

Il pugile Leal muore dopo 5 giorni di coma. Guarda l’ultimo tragico combattimento

leal, pugile, morto, cinque, giorni, coma,Francisco Leal,emorragia celebrale,San Diego, in California,twitter,news,notizie,sportUn’altra tragedia si abbatte sulla boxe. Il pugile messicano Francisco Leal, detto Frankie, è morto per emorragia celebrale. Era entrato in coma cinque giorni fa dopo i colpi subìti nel match con Raul Hirales, per la corona dei supergallo, in cui era finito al tappeto all’ottavo round. Il ventiseienne messicano era stato trasportato prima a La Paz e successivamente a San Diego, in California, dove è morto a seguito della raffica di colpi ricevuti nel match disputato a Cabo San Lucas sabato scorso.  «È morto per un’emorragia celebrale secondo i medici», ha spiegato il promotore della sfida, Fernando Beltran. Il pugile che avrebbe compiuto 27 anni, domani, il 25 ottobre, è deceduto dopo tre giorni di coma. La moglie di Leal, Laura Coronel, e la famiglia hanno deciso di donare gli organi del pugile con l’intenzione di salvare le vite di altre persone.
Appena l’anno scorso, Leal fu messo ko nella decima ripresa con il russo Evgeny Gradovich il 31 marzo a San Antonio e fu ricoverato in ospedale. Leal disattese i consigli di abbandonare il pugilato professionistico. «È quasi morto l’anno scorso in Texas, ma ha continuato e questa volta non ce l’ha fatta. Quasi suicida», ha scritto il vicepresidente della Top Rank, Bruce Trampler su twitter.

Juve, Agnelli va all’attacco della Lega: “E’ immobile, il nostro calcio non è credibile”

juve, attacco, lega, calcio,gossip,news,notizie,sport,Andrea Agnelli va all’attacco e all’assemblea degli azionisti della Juve lancia un grido d’allarme per il nostro calcio. “La Lega deve avere il coraggio di prendere in mano i propri destini, deve trovare una nuova capacità di dialogo con le istituzioni sportive e i policy makers, affrontare i problemi con maggiore serenità e volontà di creare intorno a sè un consenso”. Le parole del presidente bianconero.
Senza tale consenso, ha aggiunto, “continueremo ad avere stadi decrepiti e mezzi vuoti, componenti della medesima Federazione che perseguono obiettivi particolari e non sistemici, tutele inadeguate dei nostri marchi di fronte agli abusi e alla contraffazione, leggi cervellotiche che si propongono di limitare la violenza, ma ottengono solamente di limitare l’accesso ai tifosi e agli appassionati”.  “CALCIO ITALIANO MENO COMPETITIVO” – “A distanza di un anno dal nostro ultimo incontro, la situazione del calcio italiano rimane immobile. La perdita di competitività di sistema è talmente palese che solamente un irresponsabile può negarla. La Juventus potrà continuare ad essere competitiva in campo internazionale ed equilibrata finanziariamente – ha proseguito Agnelli nel suo discorso – solo se sul fronte dei ricavi il sistema la metterà in grado di esprimere completamente il proprio potenziale”. “Non è un alibi – ha spiegato -. E’ un accorato appello a reagire e a non considerare il declino come ineluttabile. Può suonare retorico, ma il destino è davvero nelle nostre mani”.  “OK ALLA NEGOZIAZIONE COLLETTIVA DEI DIRITTI TV” – “Il nostro club non ha nessuna intenzione di rimettere in discussione principi ormai consolidati e condivisi come quello della negoziazione collettiva dei diritti televisivi, che tutti i paesi evoluti hanno adottato o come nel caso della Spagna presto adotteranno” ha spiegato Agnelli.
“Penso che un sistema più efficiente, più attento al prodotto calcio, cui tutti teniamo, troverebbe un migliore riscontro sia sul mercato italiano, ma ancor più su quello straniero, dove la Serie A vale una frazione modesta della Premier League. Dove la Bundesliga, dopo averci superato nel ranking sportivo, va via via raggiungendoci per valorizzazione del prodotto calcio’’.

Gp India, la Ferrari comincia malissimo: il cambio tradisce Alonso, solo dodicesimo

India, alonso, ferrari, vettel, cambio,gossip,news,notizie,sport,MondialeInizia male il weekend indiano per Fernando Alonso. Il pilota Ferrari è stato fermato da un problema al cambio dopo avere percorso 6 giri del primo turno di prove libere.
Così allo spagnolo non ha potuto far altro che assistere dai box alla conclusione della sessione che, nella nebbia causata dallo spaventoso smog, ha visto prevalere il grande dominatore del Mondiale, Vettel che al termine dei primi 90 minuti di libere guarda tutti dall’alto, con il compagno Mark Webber staccato di 188 millesimi e Nico Rosberg 3° con la Mercedes a 0”206. Quarto tempo per la migliore delle Lotus, quella di Romain Grosjean, staccato di 307 millesimi, mentre è nei bassifondi il compagno e futuro ferrarista Kimi Raikkonen, 17° a 2” da Vettel. Vettel è sempre scattato dalla pole nei due precedenti sul tracciato sorto nella periferia di Delhi, e in testa per tutti i giri di gara fin qui disputati,
Tornando alla Ferrari, con Alonso fermo al 12° posto a 1”531 da Vettel, a guidare il Cavallino è Felipe Massa, 8° ma comunque a 1” dalla vetta.

Robinho: “Balotelli deve stare più tranquillo. Voglio vincere la Champions col Milan”

robinho, balotelli, tranquillo, calmo, differenza, milan,gossip,news,calcio,notizie,SkyUn consiglio da un compagno di reparto per Mario Balotelli. Il brasiliano Robinho, in un’intervista ai microfoni di Sky, ha infatti spiegato dove il giovane attaccante del Milan deve migliorare.  «Mario deve stare sempre tranquillo, perchè è un giocatore che quando sta bene di testa può fare la differenza con la sua qualità». Robinho sa benissimo delle grandi potenzialità di Mario, che non devono però disperdersi: «Lui è straordinario però deve stare un po’ più tranquillo, lasciare l’arbitro da parte e cercare solo di giocare al calcio, perchè quando la palla arriva sui suoi piedi è un campione».  Il 28enne brasiliano ha poi aggiunto: «Qualche volta sbaglia un po’, si arrabbia con l’arbitro, ma quando la palla arriva sui suoi piedi lui è allo stesso livello di altri campioni. Se è in condizione, lui è fortissimo e speriamo che quest’anno possa migliorare il suo atteggiamento, principalmente con l’arbitro. È in campo che può fare la differenza».  Vincere la Champions con il Milan e giocare i Mondiali in patria con il Brasile. Sono questi i sogni di Robinho. «Voglio vincere la Champions, è un mio obiettivo personale qua al Milan. È un sogno e spero un giorno di realizzarlo», dice l’attaccante rossonero ai microfoni di Sky. «Voglio che sia la stagione del Milan e, di conseguenza, anche la mia. Questo è un anno molto importante per noi, abbiamo un mondiale nel nostro paese, voglio fare bene perchè solo così posso tornare in nazionale. Devo fare tanti gol perchè in Brasile, con tutto il rispetto per le altre nazionali, ci sono tanti giocatori di livello altissimo e l’unica maniera per tornare nella Selecao è giocare bene con il Milan», aggiunge l’attaccante rossonero, prima di soffermarsi sul momento della squadra in campionato. «Abbiamo perso dei punti molto importanti, meno male che siamo all’inizio della stagione. Speriamo di migliorare ancora, di stare più su in classifica e fare più punti possibili».  Il Milan, evidenzia Robinho, è atteso da «tante partite importanti» e non può più sbagliare. «Il nostro obiettivo è tornare in alto in classifica e, con tutto il rispetto per le altre squadre, vincere il campionato e andare fino in fondo. Lavoriamo ogni giorno per questo, sappiamo che è difficile, ma speriamo che quest’anno il Milan torni grande». Robinho parla anche del buon momento del connazionale Kakà, fra i migliori in campo nella sfida pareggiata contro il Barcellona. «È un amico, lo conosco da dieci anni e siamo cresciuti insieme in nazionale. Lui rappresenta molto per noi, ha vinto il Pallone d’Oro ed è un giocatore con una qualità tremenda. È un esempio dentro e fuori dal campo. Pian piano sta ritrovando la sua forma fisica e sono convinto che se sta bene, come lo era prima, può tornare a vincere il Pallone d’Oro e aiutare molto la squadra in campionato e in Champions».

Robbie Williams, nuovo cd dedicato alla figlia: “Grazie a lei sono cambiato, addio alcol e droga”

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«Ho messo la testa a posto»
Pop star a 40 anni. Robbie Williams diventa grande, ma non invecchia. Se con i Take That ha raggiunto la fama globale, da solista si è imposto come uno dei pilastri del pop britannico. Settanta milioni di dischi venduti e un posto prenotato nella storia della musica. Adesso torna con un nuovo album Swings both ways (in Italia esce il 19 novembre), che raccoglie classici swing del passato (come I wanna be like you, Dream a little dream e Little green apples) e sette brani inediti scritti in collaborazione con Guy Chambers. Nel disco Williams duetta con Lily Allen, Kelly Clarkson, Olly Murs, Michael Bublé e Rufus Wainwright. Grazie alla riunione con i Take That, nel 2010, e al disco solista del 2012, Take the Crown, Williams è tornato in vetta dopo un periodo buio, aggravato da problemi personali e dal flop di Rudebox. 
Come è riuscito a superare la depressione e a ricominciare?
«Nel 2008 ho avuto un esaurimento nervoso, ho perso i miei super poteri pop e mi sono ritirato dalle scene. Pensavo di non essere più all’altezza. Ero come uno di quei pugili che hanno 80 milioni in banca e non riescono a rialzarsi e allenarsi. Ho dovuto trovare le motivazioni. E mi sono chiesto: chi sono? Un intrattenitore, mi sono risposto. Ce l’ho nel sangue. Non potrei fare altro». 
Perché proprio adesso un secondo album swing?
«Non posso fare un disco pop ogni anno. Annoierei me stesso e i fan. Avevo un gruppo di canzoni adatte e volevo farle conoscere. Lo swing è la musica a cui ritorno sempre, sono i dischi che mi ha lasciato mio padre». 
Il titolo dell’album è ambiguo e ha riferimenti sessuali. È voluto?
«Certo! Volevo un titolo provocatorio e divertente. Swings both ways significa essere bisessuali. Ma io intendevo anche indicare il sound, che è sia pop che swing». 
In alcune canzoni è come se volesse prendere in giro il mondo frivolo dell’industria discografica.
«È vero. Mi sono preso gioco di quelli che puntano il dito e giudicano: troppo grasso, troppo magro, troppo gay». 
Il primo singolo, “Go gentle”, è dedicato a sua figlia. Diventare padre l’ha cambiata?
«Immensamente. Sono sempre stato uno sconsiderato, sia nella vita che nella carriera. Ma Theodora si merita di meglio. Durante l’ultimo tour sono rimasto completamente sobrio. Ho abbandonato alcol e droghe, ho perfino smesso di fumare! Sono una persona migliore grazie a lei e desidero farla felice. Mia moglie ed io vogliamo altri figli». 
E se quando sarà grande sua figlia incontrasse un ragazzo come lei 15 anni fa?
«Spero che saremo in grado di educarla in modo che da adulta faccia una scelta diversa. Non credo che vorrà un fidanzato come me. Ma in caso contrario… posso sempre pagare qualcuno per spezzargli le gambe». 
A febbraio compie 40 anni. Radio 1 della Bbc ha deciso di non trasmettere più le sue canzoni. Difficile stare al passo con i giovanissimi?
«Già, 40 anni. L’inizio della fine. Radio 1 mi ha supportato per tanto tempo e sono stato fortunato. Il pop è una musica giovane, i giovani hanno più appeal, anche nei media. La mia ambizione sarebbe quella di diventare più popolare di Miley Cyrus ma non succederà. Oggi il pop è in gran forma. Abbiamo Katy Perry, per esempio. E Lorde, una 16enne neozelandese che ha scritto un brano straordinario, “Royals”». 
Il mercato discografico però è stagnante.
«Da qualche anno si cerca un modo per monetizzare la musica. Nessuno ci è riuscito, nemmeno iniziative come Spotify. Questo disco per esempio è costato molto, ma in futuro se ne faranno sempre di meno così. Prima eravamo dei re. Adesso i soldi sono finiti». 
Tornerà con i Take That?
«Al momento non stiamo collaborando. Ma se dovessi scommettere punterei i miei soldi su una riunione e sul fatto che torneremo a scrivere un altro album insieme».