Non toccate Fernando Alonso: massacrato per una frase dall’ingrato Montezemolo

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Gran Premio della Malesia. Lui e la squadra decidono di non cambiare l’alettone danneggiato. Che, però, al secondo giro si spacca. La seconda gara del mondiale finisce così per Fernando Alonso. Ai giornalisti spiega: “Rifarei tutto. La Ferrari è stata sfortunata”. La scelta di non sostituire l’ala è stata presa all’unisono, ma Nando fa da parafulmine, parla di se stesso e non della squadra, si prende tutte le responsabilità. Gran Premio di Montecarlo, la crisi è evidente, la F138 non va. Alonso chiude settimo. “E’ una gara unica con una strategia unica e dinamiche molto strane. Non dobbiamo essere preoccupati”. Subito dopo c’è il Canada. La Ferrari va un po’ meglio, Nando parte sesto: “Se la pista è asciutta saremo ultracompetitivi”. Poi fa i miracoli, arriva secondo.

Signor presidente – Potremmo andare avanti all’infinito, potremmo elencare pagine e pagine di dichiarazioni del pilota asturiano: nelle ultime tre stagioni (e mezza) ha sempre dimostrato cieca fiducia nel Cavallino, nella squadra, nei meccanici, nella macchina. In tutto. Ottimista, sempre, anche quando la logica sembra condannarlo. Lui che forse è il pilota più forte del circus, lui che però non vince un mondiale da tanto, troppo tempo. E con ogni probabilità non lo vincerà nemmeno quest’anno, perché guida una monoposto (molto) meno competitiva delle altre. Una carriera consacrata alla Ferrari, un amore spropositato. Mai una dichiarazione fuori posto, mai una frecciata, mai una protesta. Anzi, solo una. Quella della scorsa domenica, alla vigilia del suo 32esimo compleanno, al termine della gara ungherese di sole frustrazioni, come capita sempre più spesso. Cosa vorresti, Nando, per il tuo compleanno? “La macchina degli altri…”. Certo, non è stato il massimo: la frase è infelice. Ancor più infelice, però, è stata l’acida reprimenda del presidente Montezemolo, che alla prima “stecca” di Nando (in quattro anni) decide di picchiar giù duro: “Prima viene la squadra. Basta lamentarsi. Dobbiamo lavorare tutti insieme”. Come se Nando, sempre e comunque, non avesse messo la squadra prima di tutto.

Le voci – Ingeneroso, insomma, Montezemolo. Giustamente frustrato Alonso. E la frustrazione, s’immagina, è destinata ad aumentare. Una frase fuori posto, una dura bacchettata del presidente e mille voci di mercato. Alonso resta? Alonso se ne va? Avrà pur detto di volere la macchina degli altri, ma Nando, la Ferrari, non la vorrebbe lasciare. Mai. Certo, la vuole più forte, con la rossa ci vuole vincere, magari chiudere la carriera. Con la rossa, appunto. Sarà un caso, o forse non lo è, ma come detto subito dopo il piccolo – e unico – sfogo dello spagnolo le voci hanno cominciato a rincorrersi: torna Raikkonen? Arriva Lewis Hamilton? Scambio con Vettel? 

Mister Anthony – Non si tratta soltanto di parole in libertà. Già, perché dall’Inghilterra è arrivato a Maranello il signor Anthony Hamilton, papà di Lewis, ex manager del figlio. Oggi cura gli interessi di Di Resta – quotato pretendente al volante di un Felipe Massa sempre più impalpabile – ma ha avuto un ruolo di rilevo nel passaggio del figlio alla Mercedes. Il rapporto di Lewis e papà ha conosciuto alti e bassi: il lavoro fianco a fianco, poi le liti furiose, il “divorzio” e il recente riavvicinamento. Siamo sicuri che mister Anthony, a Maranello, abbia trattato per lo scozzese Di Resta? E se anche così fosse stato, era necessario fare proprio ora quest’incontro? Proprio ora che – assurdo ma vero – Montezemolo ha trascinato Alonso – sì, Alonso! – sul banco degli imputati.

“Il sogno di tutti…” – Mettiamoci poi le parole di Hamilton (Lewis) rilanciate dai siti inglesi. “Quello che posso dire – spiega il pilota Mercedes – è che in tutta la mia carriera, dai kart in poi, la Ferrari è stata sempre uno dei top team. Tutti i piloti desiderano guidare per loro”. Tutti, quindi anche lui. “Quando hai una chance non importa dove sei o che macchina guidi, guardi la Ferrari e pensi…interessante. Ma, come detto, al momento sono davvero molto contento di dove sono e spero che alla Mercedes mi tengano ancora a lungo”. A meno che non si faccia sentire la Ferrari, quel Cavallino con cui giusto poche ore prima parlava papà. Mentre Alonso, sgridato e intristito, pensa a come vincere con questa macchina. Forse pensa anche ai titoli iridati che con una monoposto più competitiva non gli sarebbero sfuggiti, ai quei mondiali che non ha vinto e che, assicurava, “la Ferrari, la più grande squadra al mondo, mi farà conquistare”.

Serie A, i calendari: alla prima Samp-Juve, alla terza c’è l’Inter

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La Serie A 2013/2014 inizia con Sampdoria-Juventus. Sorteggiati i calendari del prossimo campionato di calcio, al via tra 24 e 25 agosto, e in attesa di conoscere anticipi e positicipi ecco la prima giornata: Cagliari-Atalanta, Fiorentina-Catania, Inter-Genoa, Lazio-Udinese, Livorno-Roma, Napoli-Bologna, Parma-Chievo, Sampdoria-Juventus,   Torino-Sassuolo e Verona-Milan. I botti iniziano alla terza giornata, con Inter-Juventus, mentre alla quarta ci sarà il derby Roma-Lazio e Milan-Napoli.

Leggi il calendario completo della Serie A 2013/14

Derby di Milano a Natale – L’avvio più difficile è proprio quello dei campioni d’Italia in carica, che dopo la Samp avranno la sfida a Torino contro la Lazio e, appunto, la trasferta contro la nemica classica di queste stagioni, l’Inter di Walter Mazzarri. Nessuna tregua, poi, perché tra sesta e ottava giornata la Juve giocherà contro Torino, Milan e Fiorentina. Per gli appassionati di derby (soprattutto milanesi) sarà un Natale succulento: la stracittadina della Madonnina andrà in fatti in scena il 22 dicembre. 

 

Ibrahimovic in bikini contro il Real Madrid: il video

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Un bikini. Sportivo, ma pur sempre bikini. Quando Zlatan Ibrahimovic si è sfilato la maglia al termine dell’amichevole tra il suo Psg e il Real Madrid dell’ex Carlo Ancelotti, pubblico e commentatori non hanno potuto fare a meno di sottolineare la bizzarra tenuta “intima” dell’attaccante svedese. E sul web è stata pioggia di spiegazioni: le più ricorrenti sono quelle di un corpetto contenitivo per sensori cardiaci oppure, più improbabile, una protezione per un nuovo tatuaggio sul torace.