Giaccherini: “Il rigore di Bonucci lo dovevo tirare io”


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Dischetto, maledetto dischetto. Certo, nulla in confronto alla tragedia sportiva dell’errore di Roby Baggio al cospetto di Taffarel nella finale Mondiale ’94. Ma Leonardo Bonucci il missile terra-aria che ha scagliato sopra la traversa di Casillas in Confederations Cup se lo ricorderà a lungo, c’è da scommetterci. L’errore è costato la finale del torneo conro il Brasile, che si giocherà domenica al Maracanà di Rio. Bonucci si cosparge il capo di cenere: “Ora – annuncia – voglio passare un anno ad allenarmi dal dischetto perché non voglio correre il rischio che mi capiti una cosa del gernere anche al Mondiale”. Peccato però che la storia avrebbe potuto essere diversa. La storia infatti è stata riscritta a pochi secondi dal calcio di rigore. No, non toccava a Bonucci tirarlo. Spettava al suo compagno di squadra alla Juve, Emanuele Giaccherini. Lo confessa lui stesso: “Quel rigore avrei dovuto tirarlo io, ma non me la sono sentita e ho chiesto a Leo di calciarlo lui”…

Fico contro Balotelli: “Vive in un mondo suo e non vuole conoscere sua figlia”


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Lui conquista il cuore dei tifosi con colpi di tacco da vero artista (che però gli costa la semifinale di Confederations Cup con la Spagna), lei spera che oltre al calcio e alla “bella vita” Mario possa prendersi qualche responsabilità. La showgirl Raffaella Fico, ex compagna di Balotelli, è tornata a parlare della sua relazione con l’attaccante rossonero da cui è nata la piccola Pia, non ancora riconosciuta da Super Mario. Raffaella lo ha più volte supplicato: “Vieni a conoscere tua figlia”, ma lui proprio non sembra volerne sapere: “Solo dopo il test del dna”. Proprio il test del dna è la mela della discordia: la punta azzurra dice che non conoscerà la bambina finchè non sarà certo che sia proprio sua ma, ancora, non ha voluto effettuare la prova che potrebbe chiudere, una volta per tutte, la questione.

“Esci dal tuo mondo” – Raffaella intanto si coccola Pia, sua gioia suprema, e sul papà rivela al magazine Gente: “Nessuno sviluppo. Ha avuto più volte la possibilità di fare il test, ma non si è presentato. Credo che Mario viva in un mondo tutto suo di cui penso che Pia non faccia parte, nemmeno con il pensiero. Come è possibile alzarsi al mattino, coricarsi la sera, rimuovendo di avere una figlia? Sono delusa, arrabbiata ma anche incredula per quanta indifferenza graviti attorno alla bimba”. Mario, adesso felicemente fidanzato con la modella Fanny Neguesha, ha però un merito: “Gli dico grazie. Per avermi fatto il regalo più grande, Pia. E gli dirò grazie ancora di più quando deciderà di assumersi le sue responsabilità di uomo e di padre. Pia ha bisogno anche di lui”.

Conderations Cup, Italia battuta dalla Spagna ai rigori


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Sarà la Spagna la finalista che affronterà il prossimo 30 giugno a Rio il Brasile nella finale di Confederations Cup. Si è deciso ai rigori il match di giovedì sera, a Fortaleza, contro gli Azzurri, sconfitti dal “disgraziato” dischetto, proprio come nei quarti di finale dell’Europeo 2008. L’Italia si giocherà dunque il terzo posto con l’Uruguay. Un peccato, per la squadra di Prandelli, che contro le Furie rosse “campioni di tutto” hanno giocato un grande match, soffrendo solo negli ultimi minuti del tempo supplementare. Le porte di Buffon e Casillas – nonostante tante ghiotte occasioni, tra cui i pali di Giaccherini e Xavi proprio nei supplementari – sono rimaste inviolate in 120′ di gioco. Decisivo ai rigori l’errore al settimo tiro di Bonucci, che manda alto sopra la traversa, archiviando le possibilità azzurre di accedere alla finale.

I tempi regolamentari – Come detto, quella giocata dall’Italia nel complesso è stata una buona partita. La squadra ha tenuto testa ai campioni del mondo, soffrendo le incursioni iberiche soltanto negli ultimi 20′. Nel primo tempo, nonostante il tiki-taka iniziale degli spagnoli – in campo con Silva e Torres, senza Fabregas e Soldado – e le due sferzate in area di Pedro, che però non impensieriscono Buffon, la nostra nazionale mostra un buon gioco; manca però il gol, vuoi per imprecisioni – come quelle di Marchisio e De Rossi -, vuoi per le grandi parate dell’attento Casillas, decisivo in due occasioni contro il colpo di testa di Maggio. Precisi gli inserimenti di De Rossi e abile la prestazione di Gilardino, il vice-Balotelli, che si muove tanto giocando soprattutto di sponda, ma, quando arriva a concludere (al 15′, in anticipo su Pique’), non inquadra il bersaglio grosso. 

Poca precisione – Dietro, la rispolverata difesa a tre di Prandelli tutta bianconera (Barzagli-Bonucci-Chiellini), la nazionale corre un solo rischio: al 37′ Torres riceve palla da Xavi, si libera di Barzagli – che cederà nell’intervallo il posto a Montolivo, con arretramento del romanista Daniele De Rossi – e col sinistro non trova l’angolo della porta protetta da Casillas da posizione favorevole. Fondamentale sempre l’asse Maggio-Candreva. In contropiede la nazionale spagnola con Pedro prova a sopraffare Buffon, ma manca di precisione. Al 40′ gli iberici si rendono pericolosi: Torres va via a Montolivo e Chiellini, serve Navas che punta in mezzo per l’avanzatissimo Pique’ che spreca malamente dal cuore dell’area. L’ultimo sussulto è ancora “rosso”: punizione di Xavi, deviazione di Chiellini che toglie il pallone dalla testa di Torres. 

Tempi supplementari – Squadre negli spogliatoi al 90′ ancora sullo 0-0. Nei due tempi supplementari, l’occasione più importante si colora del tricolore: Candreva per Giovinco,che non ci arriva, e il pallone arriva a Giaccherini, sinistro di prima e palo pieno. La Spagna inizia ad accelerare, mentre l’Italia sembra stanca: Pique’ e Jordi Alba fanno tremare l’estremo difensore azzurro. Lo 0-0 resta anche quando, al 115′, Xavi spara col destro: palo.

Rigori – 7-6 e la Spagna si aggiudica il match. Segnano Candreva (cucchiaio), Aquilani, De Rossi, Giovinco e Pirlo per l’Italia; la nazionale iberica replica con Xavi, Iniesta, Pique’, Ramos. Al settimo dischetto, Bonucci sbaglia clamorosamente e manda alto sopra la traversa. Al suo posto, lo spagnolo Mata centra la rete e beffa Buffon, volando in finale.

 

Federica Pellegrini, strip nel cambio di costume al foro italico

 

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Un piccolo errore commesso da Federica Pellegrini, velocemente “impresso” sulle carte di memoria delle macchinette dei fotografi.

La campionessa di nuoto è stata qualche giorno fa al Foro Italico per allenarsi: dopo l’attività fisica la Pellegrini ha fatto un veloce cambio di costume “pubblico”, coperta da un asciugamano, che naturalmente non è sfuggito ai fotografi che la seguono praticamente sempre.

Belen sexy a pitti bimbo:non rinuncia al suo essere femminile


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Da brava neo mamma Belen Rodriguez si interessa ai bimbi in ogni ambito.
La bella show girl ha partecipato a Pitti Bimbi. Sexy e con lo sguardo malizioso, Belen, pur trattandosi di un evento per bambini non ha certo rinunciato alla moda vestendo con una camicia nera trasparente, un po’ strettina al seno in stile “vedo-non-vedo”.

Milano Moda Uomo: tra il civettuolo Armani e lo Zorro Etro, spunta… Belen

 

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“Che Armani si iscriva alla Camera della Moda!”, esclama Renzo Rosso, lanciando un invito che riapre, al terzo giorno di Milano Moda Uomo, una discussione in realtà mai chiusa. Ma Re Giorgio va dritto per la sua strada. Tanto più che continua a sfilare all’interno del calendario. E in bilico tra sottrazione e addizione lo stilista porta in passerella la nuova collezione digitale Emporio Armani, dove spariscono fodere e bottoni (sostituite da zip e automatici), si riducono al minimo le cuciture, scalzate da interventi di termonastratura e termoadesivatura, e piccoli fori laserati creano motivi di codici. Il risultato: la giacca in lana leggerissima tagliata a vivo è asciutta e definita; il pantalone è diritto, con giusto due pinces in vita; la giacca-camicia di shantung, doppiata e tagliata al laser, ha il colletto a revers sfalsati; i pull sono intarsiati da motivi ad esagono. Con forme così scolpite e colori neutri, dal mastice al blu, dai kaki al verde, per “dare carattere all’uomo” Armani questa volta ha spinto sui tessuti, come nelle giacche trasparenti che danno «leggerezza e un tocco civettuolo», o nei blouson di nappa doppiata in microfibra, laserata e pressata per ottenere un effetto a scaglie o ancora nei pantaloni traforati di nylon misto seta. E per la città il caban giusto, con la polo o la T-shirt dalla forma elegante e non di genere sportivo.  Senza rinunciare a qualche vezzo che è il guizzo della modernità, come la piccola borsa da tenere in mano: “Quando le ho viste – racconta divertito lo stilista – mi sono chiesto ma chi le porta? ma poi a Tokyo le usano tutti”. 

Civettuolo anche l’uomo Gucci, che indossa il formale con attitudine hi tech, sceglie lo sportivo solo se sofisticato e ha una passione smodata per le fantasie  a fiori, che sfoggia da mattina a sera. Tralci di fiori sulle T-shirt, ramages sulle giacche camicia, boccioli sui pantaloni da cavallo nei toni del militare, cascate di corolle sui parka, sulla tuta e persino sui completi formali. C’è poi tutto un lavoro sul sartoriale, con il nuovo completo realizzato in materiali tecnici e moderni come il jersey tecno stretch e il nylon cotone, da portare con la T-shirt in popeline di cotone, anch’essa stretch, traforata o in seta stampata, e il foulard a piccoli motivi cravatteria. Se il formale viene svecchiato dal tecnologico, lo sportivo viene reso sofisticato dai materiali lussuosi, con le T-shirt e le felpe reinventate in pelle e neoprene; il pantalone da cavallo, pezzo forte della collezione, proposto con inserti in camoscio o in pelle a contrasto; le giacche da barca dalla linee a scatola tagliate al laser. Il twist arriva agli accessori, con le sneaker di pelle, la borsa da shopping che diventa zaino e la grande sacca da weekend.

Etro come non l’avevamo mai visto: mascherina, sombrero e stivali western: è uno Zorro del nuovo millennio. Un eroe che “pur aristocratico – racconta Kean Etro – si batte per salvare gli innocenti e far rispettare la legge”. Ma Zorro “in lingua spagnola vuol dire volpe“, aggiunge lo stilista, suggerendo che in questa fase difficile “si salveranno le imprese che combatteranno con la stessa furbizia”. Ispirazione Messico per una collezione che, sopra la scarpa appuntita, propone pantaloni aderenti che mettono in risalto la figura, anche con i tagli, gli inserti e i medaglioni equestri. Sopra i pesanti cinturoni in pelle ci sono camicie morbide e stampate, abbinate a panciotto e porta munizioni a tracolla. Immancabile il sombrero, ricamato con il paisley di Etro, motivo iconico della maison che torna anche marchiato a fuoco su camicie e giacche in pelle invecchiata. Il sapore western si ritrova anche nei motivi in cuoio laserato, negli intarsi in nappa sui trench in canvas e sui pantaloni in twill di cotone. 

John Richmond manda in passerella Belen Rodriguez in tutta la sua bellezza per la sfilata architectural-rock. Belen interpreta il rigore maschile con sensualità. Le uscite sono state due, la prima nel bel mezzo del defilè con un completo nero giacca e pantaloni abbinati a una camicia di seta giallo acido stampata, il secondo con un pantalone bianco e nero dello smoking e una camicia nera trasparente, sempre su tacchi vertiginosi. John Richmond per la prossima stagione calda smorza il suo spirito rock per lasciare spazio a forme più pulite, “architettoniche” come le definisce lui, perché “ho voluto lavorare sul concetto di pulizia» spiega nel backstage. Così le giacche dal taglio sartoriale sono arricchite da dettagli geometrici, profili gommati verde acido e arancio e particolari in metallo, dal sapore high tech. Lo stilista non abbandona la pelle, che ama lavorare con la tecnica laser sui giubbotti. E ultime uscite dal sapore  tribale (un po’ primitivo), con un mix di tessuti, stampe e colori  per “tornare alla spiritualità che nel mondo moderno si sta perdendo”, ha spiegato il designer.

Daks è un raffinato gentiluomo inglese, elegante nei suoi abiti doppiopetto. Giacche  lunghe  sia in piquet bianco che in lana inglese, pettinata grigia o nera. Spolverini in perfetto stile british. Un poeta, aristocratico o scrittore,  in vacanza con i suoi bagagli “in una Venezia anni ’30 – racconta lo stilista Filippo Scuffi nel backstage – perché l’ispirazione viene da Morte a Venezia, tanto che a chiudere la sfilata c’è proprio un modello che ricorda Tadzio, il giovane protagonista del romanzo di Thomas Mann. Sotto le giacche c’è la maglieria in cashmere, seta e cotone, con disegni e fatture che richiamano quel periodo. E lo sfoggio di  borse in struzzo e coccodrillo e i dettagli immancabili: i gemelli lucidi, i guanti e le bretelle. Daks pensa anche all’uomo eccentrico con lo smoking in spugna bianca.

Prende il nome da uno dei più famosi locali di Hong Kong il capo cult disegnato da Aquilano e Rimondi per la collezione Fay per la prossima estate. “Post 97”, capospalla dalla linea semplice ed essenziale, rubata ai codici delle uniformi militari, con tasche asimmetriche frontali, taglio sagomato delle maniche e coulisse stringi-vita interna. Completamente sfoderato, proposto in cotoni mixati a lino e seta, abbina la disinvoltura del collo a camicia alla sartorialità del motivo gessato.

Roccobarocco come protagonista della sua collezione per la prossima estate ha immaginato un raffinato artista inglese in viaggio verso l’India. Un globetrotter rilassato e composto nei suoi completi leggerissimi, tutti in fresco lino oppure in seta, indossati con maglie impalpabili e trasparenti e pantaloni in seta. Lo stile british emerge nei principe di Galles e nel gessato, mentre i completi quadrettati di lino o cotone richiamano l’epoca coloniale. I pezzi formali si trasformano con tocchi impensati, come le stampe di coccodrillo e le striature feline camouflage sulle camicie e il gioco sporcato che disegna fogliame e arbusti essiccati al sale sui completi. Per le notti più calde, maglie millimetriche che mostrano il fisico abbinate a mini-shorts maculati. Oltre ai colori della sabbia e della terra, il beige e i grigi, irrompono il verde, il corallo e il giallo, declinati in una stampa simile al paisley. E alla fine esce lo smoking total white e total black, rivisitato con taglio sartoriale effetto pitone. Anche gli accessori sono leggeri e morbidi, tutti in pelle traforata, dai mocassini alle borse da viaggio.

 

Un dolce segreto per dimagrire La cioccolata meglio della corsa

 

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Signori e signore abbiamo il piacere di annunciarvi una dolce notizia: il cioccolato non sarà più un attentato alla nostra linea, anzi pare che faccia dimagrire. Secondo un recente studio condotto dal dottor Malek dell’università di Detroit, il cacao fa dimagrire almeno quanto andare ad allenarsi. Dalla ricerca è, infatti, emerso che l’assunzione di cioccolato fondente è – a livello cellulare – praticamente uguale allo sforzo e all’allenamento fisico. I ricercatori si sono concentrati sui mitocondri, piccole centrali  delle cellule che generano energia, e hanno scoperto che un componente del cioccolato, chiamato epicatechina, stimola una identica risposta muscolare rispetto a una’attività fisica vigorosa.

«L’esercizio aerobico, come correre o andare in bici, aumenta il numero di mitocondri nelle cellule dei muscoli» ha dichiarato Malek, «il nostro studio dimostra che l’epicatechina del cacao porta alla stessa risposta, in particolare nel cuore e nei muscoli».  E quindi niente più fatica e sudore in palestra? L’ideale sarebbe fare le due cose assieme: cioccolato e palestra per fermare l’invecchiamento dei muscoli. E dopo le fatiche della palestra, perché non regalarsi allora un’ ora di puro benessere con un massaggio al cioccolato, dalle numerose proprietà estetiche. Il cioccolato non solo è ricco di sostanze idratanti e nutritive che rendono la pelle più bella, ma contiene anche proprietà in grado di combattere efficacemente la cellulite.

Ma le belle notizie per i ciocco maniaci non sono finite: il cacao fondente ha, infatti, la capacità di bloccare perfino l’appetito. Lily Stojanovska ricercatrice della Victoria University di Melbourne, nel suo libro «La dieta della cioccolata: come mangiare cioccolata e sentirsi bene» afferma che il cacao ricco di teobromina «è in grado di incrementare la stimolazione muscolare, dilatare i vasi sanguigni e diminuire la pressione, abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, ridurre l’incidenza di ictus e malattie cardiovascolari e ridurre il senso della fame».

Può sembrare paradossale ma in Giappone si sta perfino ipotizzando di utilizzare il cacao come cura contro l’obesità. Secondo Naoko Matsuia, ricercatore della Morinaga Co. (Kanagawa) «l’azione anti-obesità del cibo degli Dei deriva dalla sua capacità di inibire una serie di geni che controllano la trasformazione del cibo in grasso e di attivarne altri che permettono di bruciare i grassi già esistenti». La ricerca è stata condotta su topi ipernutriti: nonostante mangiassero molti grassi è bastato aggiungere del cacao alla loro dieta per far sì che, dopo 3 settimane, fossero più magri e con pannicoli adiposi più sottili. Non solo, avevano anche concentrazioni più basse di trigliceridi nel sangue. In sostanza il cacao attiva il metabolismo che permette appunto di bruciare i grassi .

Ma il cioccolato aiuta anche i diabetici. Alcuni scienziati hanno scoperto che il consumo di flavanoli, presenti nel cacao, possono essere di beneficio alle persone affette da diabete di tipo 2. Il consumo quotidiano di una bevanda ricca di flavanoli ha un impatto positivo sulle disfunzioni dei vasi sanguigni associate al diabete (Journal of the american college of cardiology).

E, dulcis in fundo, il cioccolato è un antidepressivo. Già nel ’700, ai tempi di Mozart e Casanova veniva bevuto (solo nell’800 si scoprì come realizzarlo in forma solida), per le sue proprietà stimolanti sull’intelletto ed euforizzanti. Oggi è appurato che la teobromina (sostanza nel cacao) ha un effetto sulla sintesi della serotonina, meno potente ma simile a quello di molti farmaci prescritti per depressione e disturbi dell’umore. Gli effetti positivi si rilevano con circa 2/3 quadretti al giorno, ma solo quello al 75%, a queste dosi è quasi medicinale. Ed il solo pensiero di poterlo mangiare ci fa sentire già meglio…Non per nulla è chiamato il cibo degli dei!

D’Amico, gaffe in diretta: “Bell’esordio, cazz…”

 

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Siamo negli studi di Sky, in diretta, postpartita dell’esordio vittorioso dell’Italia contro il Messico in Confederations Cup. Si discute della convincente prova degli azzurri, di chi ha giocato bene, chi meglio, chi male, chi peggio. L’indiscussa reginetta dello studio è sempre lei, la signora del calcio italiano, Ilaria D’Amico. Che però, almeno per qualche secondo, tanto signora non è stata: “Bell’esordio, cazzo!”. Questo il commento che le è scappato parlando dell’esordio di Matteo De Sciglio, il giovane e promettente terzino del Milan. Poi, senza batter d’occhio, dopo il commento poco signorile, la D’Amico ha continuato la trasmissione, come nulla fosse, senza scusarsi con il pubblico.

Moda: a Pitti Uomo 84 aumentano compratori esteri +4,5%, boom Asia

 

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Milano, 20 giu. (Adnkronos) – A meta’ della terza giornata (Pitti Uomo 84 e Pitti W 12 si concluderanno domani pomeriggio), i risultati di affluenza dei compratori confermano le prime impressioni: i compratori esteri provenienti da oltre un centinaio di paesi risultano in crescita del 4,5% rispetto all’edizione di giugno 2012, secondo gli organizzatori.

I piu’ numerosi sono tedeschi e giapponesi, entrambi oltre quota 800 ed entrambi sui livelli del 2012. In forte aumento Russia, Stati Uniti, Cina, Corea, Turchia, Hong Kong. Dal Sud Est asiatico aumenti significativi per Singapore, Taiwan, Malaysia, cosi’ come dall’Asia Centrale (Kazakistan, Azerbaigian e altri) e dal Medio Oriente (Emirati e Arabia Saudita). In aumento anche i compratori indiani.

In Europa leggere flessioni per Francia, Gran Bretagna, Spagna e Olanda, ma forti recuperi per Svizzera, Belgio, Portogallo e l’insieme del Nord Europa (in particolare Danimarca e Norvegia). Risultati positivi anche dall’Est europeo: Ucraina, Polonia, Repubblica Ceca, Romania). Dagli altri continenti buone notizie da Messico, Colombia, Australia e Marocco.

Smettere di fumare: un vaccino spegne la dipendenza

 

cervello,nicotina,sigarette,dipendenza,medicine di new york,vaccino,salute,news,notizieNEW YORK Sembra prendere forma uno dei sogni di chi cerca invano di smettere di fumare: uno studio pubblicato sull’American Journal of Psychiatry presenta un vaccino sperimentale
che agisce sui recettori contrastando l’arrivo della nicotina al cervello e contribuendo a ridurre il piacere provocato dalle sigarette e la conseguente dipendenza.

Il vaccino anti-nicotina è stato sviluppato dall’americana Nabi Biopharmaceuticals e testato su undici persone dall’equipe della psichiatra Irina Esterlis presso la Yale School of Medicine di New York, negli Stati Uniti.

I soggetti dell’esperimento fumavano in media 19 sigarette al giorno da 10 anni e sono stati sottoposti a quattro iniezioni del vaccino e a tomografia computerizzata a emissione di singoli fotoni prima e dopo il trattamento. La vaccinazione ha portato a una riduzione del 12,5% del legame della nicotina ai nAChR (i recettori della sostanza) associata a una diminuzione del 23,6% nella quantità di nicotina disponibile ad entrare nel cervello. I partecipanti, inoltre, dall’inizio dello studio al suo completamento, hanno ridotto il numero di sigarette del 40% e riportato un calo significativo del desiderio di fumare.

Perplessità da parte degli studiosi italiani sulla soluzione al problema del tabagismo quella di Roberto Boffi, pneumologo e direttore del Centro Antifumo dell’Istituto nazionale dei Tumori: «Prima di tutto, del prodotto vanno verificati i livelli di efficacia e l’innocuità. E, poi, qui non siamo in presenza di un virus, di un’infezione da debellare. Si tratta dell’assumere o no una sostanza, e nella droga-fumo sono coinvolti anche aspetti cognitivi, psicologici della persona, come paure e insicurezze. Da queste non ci si può immunizzare. Esistono già aiuti di provata efficacia, psicologici e farmacologici, ma il farmaco più potente resta la volontà».